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CANNES 2007 Concorso / Francia

Un tuffo nelle emozioni con Lo scafandro e la farfalla

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Un tuffo nelle emozioni con Lo scafandro e la farfalla

Primi passi ben riusciti in concorso ufficiale al festival di Cannes per il regista newyorkese Julian Schnabel e la produzione francese Lo scafandro e la farfalla [+leggi anche:
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, lungometraggio a forte impatto emotivo, adattamento dell'omonimo romanzo scritto da Jean-Dominique Bauby dopo l'incidente cerebrale del dicembre 1995 che lo proiettò nell'universo del "Locked in Syndrom" (chiuso in se stesso). Interamente paralizzato e incapace di parlare, l'ex redattore capo della rivista Elle dettò lettera per lettera, sbattendo la palpebra sinistra, un giornale di viaggio immobile, pubblicato alcune settimane dopo la sua morte avvenuta nel marzo 1997, all'età di 44 anni. Interpretato da un Mathieu Amalric onnipresente quest'anno sulla Croisette (alla Quinzaine in La Question Humaine [+leggi anche:
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- leggi l’articolo - e al Certain Regard con Actrices [+leggi anche:
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- vedi la news), Lo scafandro e la farfalla è al limite tra appassionante film sperimentale (inquadratura ridotta a un occhio nella prima parte) e tragedia umana, sconvolgente secondo alcuni, strappalacrime secondo altri.

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"Un uomo ambizioso, cinico, che non ha mai conosciuto fallimenti, impara cos'è lo sconforto". Dotato di grande autoironia, Jean-Dominique Bauby, voce fuori campo, dà al film un carattere esplorativo. Esplorazione che permette di vivere in diretta e in primo piano tutte le tappe della sua vita in ospedale a Berck-sur-Mer, dal risveglio dal coma alla lenta riabilitazione (dolorosa presa di coscienza del suo stato, poi scoperta del mezzo di comunicazione che lo fa passare dal desiderare la morte alla proiezione nel vasto mondo dell'immaginazione e dei ricordi), ricca esplorazione interiore scandita dall'eccellente voce fuori campo di Mathieu Amalric (pensieri, proiezioni mentali, flashback su diversi episodi del passato) ed esplorazione dei legami affettivi con i suoi cari: la moglie (Emmanuelle Seigner), i figli, il padre (Max von Sydow), l'amico (Isaac de Bankolé) e soprattutto l'ortofonista impersonata con carisma da Marie-José Croze. Nel cast figurano anche Anne Consigny, Marina Hands, Patrick Chesnais, Niels Arestrup e Olatz Lopez Garmendia, su sceneggiatura di Ronald Harwood (Oscar 2003 per Il pianista). Sfiorando un tono eccessivamente melodrammatico nella seconda parte, prima di un finale sorprendente, Lo scafandro e la farfalla non perde mai il filo di quello che resterà un magnifico omaggio a un uomo "che si attacca a ciò che di umano c'è in lui".

Prodotto da Pathé Renn Productions per 10,8 M€ di budget, il film ha beneficiato di un milione di euro di sostegno in coproduzione e in pre-acquisto di France 3 Cinéma e dell'appoggio della regione Nord-Pas-de-Calais. Da notare anche l'efficace presenza del polacco Janusz Kaminski (Oscar nel 1999 per Salvate il soldato Ryan) alla direzione della fotografia e dell'americana Kathleen Kennedy, complice abituale di Spielberg, alla produzione. Pathé, che gestisce le promettenti vendite internazionali, distribuirà Lo scafandro e la farfalla il 23 maggio nelle sale francesi.

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(Tradotto dal francese)

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