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CANNES 2008 Giuria

Sean Penn: "L'importante è cercare il cuore di un film"

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Sean Penn: "L'importante è cercare il cuore di un film"

Media in fibrillazione questo pomeriggio al 61mo festival di Cannes per la conferenza stampa della giuria della competizione ufficiale. Catalizzando l'attenzione dei giornalisti, il presidente Sean Penn ha risposto alle domande sul cinema, ma anche a qualche incursione in campo politico. Un dibattito al quale hanno assistito gli altri otto membri della giuria: Alexandra Maria Lara, Sergio Castellitto, Natalie Portman, Jeanne Balibar, il messicano Alfonso Cuaron, Marjane Satrapi, Apichatpong Weerasethakul e Rachid Bouchareb. Ecco alcuni brani scelti.

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Lo spirito della giuria
Sean Penn: vedremo i 22 film in concorso con lo stesso spirito. Non sarà una gara, ci sarà consenso. Non siamo qui per criticare i film, ma per dar loro un incoraggiamento. L'impronta di Cannes, la possibilità di parteciparvi ed eventualmente vincere un premio è già di per sé una grande opportunità. Affronteremo quindi il lavoro della giuria con spirito libero, sarà una festa del cinema. Non penso che giudicheremo, ma reagiremo con entusiasmo alla qualità dei film. Quale che sarà la nostra scelta per la Palma d'Oro, abbiamo la stessa idea: essere certi che il regista sia consapevole del mondo in cui vive.

L’influenza della cultura dei membri della giuria
Sean Penn: siamo sempre influenzati dalla nostra cultura, ma questo non è di per sé una cosa positiva o negativa, perché si può anche essere attirati dall'esotico, ad esempio. La cultura nella quale siamo nati ci appartiene e benché possiamo scoprire ed esplorare altre culture, la nostra non cambierà mai. Ma il cinema è una cultura universale e l'importante è cercare il cuore di un film.

I legami con i registi in concorso
Sean Penn: Clint Eastwood, che ha un film in competizione, è un buon esempio. Ho lavorato solo una volta con lui e quanti film ha fatto? Non si può dire che il mio giudizio sarà condizionato, come hanno sottinteso sgradevolmente alcuni media. L’amicizia o la celebrità non contano, sono sicuro che non avremo pregiudizi. Nei festival, da regista ti preoccupi della qualità della proiezione e del suono, affinché ogni secondo sia percepito da ogni spettatore. Anche noi ci focalizzeremo su ogni secondo di ogni film. E non ci sarà alcun vantaggio nell'essere proiettati negli orari più glamour.

Il festival di Cannes
Sean Penn: il vento del talento continua a soffiare e a fermarsi qua e là. Uno stimolo reciproco nasce da questa fratellanza che esiste nel mondo del cinema: ciascuno evolve, segue la sua strada e Cannes incoraggia tutto questo.

Globalizzazione e multiculturalismo
Alfonso Cuaron: oggi siamo tutti multiculturali e questo si riflette nel cinema. Ma è un fenomeno antico: negli Anni '30, alcuni registi dell'Europa dell'est partirono per Hollywood o Parigi. Il film è un Paese e il cinema un linguaggio.

Cinema e politica
Marjane Satrapi: un film è un'opera d'arte, non un pamphlet politico effimero. Un film deve restare interessante anche nei decenni a seguire.

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(Tradotto dal francese)

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