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USCITE Francia

Parlez-moi de la pluie: l’umiliazione secondo Jaoui-Bacri

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Parlez-moi de la pluie: l’umiliazione secondo Jaoui-Bacri

Lanciato da StudioCanal in 412 copie, Parlez-moi de la pluie [+leggi anche:
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di Agnès Jaoui rappresenta l'evento di questo mercoledì, che vede sbarcare dieci novità nelle sale francesi. Sostenuto da gran parte della critica, il film segna il ritorno della regista-attrice e del suo complice Jean-Pierre Bacri, e l'arrivo nel loro universo del popolarissimo Jamel Debbouze (Indigènes [+leggi anche:
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). Nel cast figurano anche Pascale Arbillot e l'emergente Florence Loiret-Caillet, per un lungometraggio che esplora le relazioni umane in una vena più comica e sentimentale rispetto alle opere precedenti della regista.

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Vincitore di tre César per la migliore sceneggiatura (Smoking/No Smoking nel 1994, Un air de famille nel 1997 e On connaît la chanson nel 1998, così come i titoli di miglior ruolo non protagonista femminile e maschile), la coppia Jaoui-Bacri ha lavorato successivamente per conto proprio per la regia di Agnès Jaoui. Una formula incoronata dal successo di Il gusto degli altri (3,8 milioni di entrate in Francia nel 2000, una nomination all'Oscar, quattro César, tra cui quelli come miglior film e migliore sceneggiatura) e Comme une image [+leggi anche:
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(premio della migliore sceneggiatura a Cannes nel 2004 e 1,6 milioni di spettatori in Francia).

Ambientato nel sud della Francia, Parlez-moi de la pluie racconta le disavventure di due persone intenzionate a girare un documentario su una donna politica femminista (Agnès Jaoui). Ma niente andrà come previsto per il regista in declino (Jean-Pierre Bacri) e il suo alter-ego (Jamel Debbouze), figlio della donna di servizio della politica. Seguono peripezie quasi burlesche che sono occasione per trattare il tema dell'umiliazione e dei rapporti di sottomissione (volontaria e non). "Ognuno si sente umiliato - spiega Agnès Jaoui - o più esattamente vittima di un'ingiustizia, di una discriminazione" (sessismo, razzismo, mancanza d'amore, status sociale, ecc.). "Oggi molte persone vivono come vittime e si trincerano in questa posizione (…). Il problema è che tutti si sentono più vittime degli altri". Prodotto da Les Films A4 per un budget di 12,24 M€, Parlez-moi de la pluie ha beneficiato di una coproduzione di France 2 Cinéma e dei pre-acquisti di Canal + e TPS.

Da segnalare anche le uscite di La belle personne [+leggi anche:
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di Christophe Honoré (Le Pacte in 48 copie), della produzione britannica Filth and Wisdom di Madonna (La Fabrique de films - 105 copie) e di due documentari francesi: C'est dur d'être aimé par des cons di Daniel Leconte (Pyramide - 62 copie) e 20 minutes de bonheur del duo Oren Nataf - Isabelle Friedman (Shellac - 3 copie).

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(Tradotto dal francese)

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