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FESTIVAL Spagna

San Sebastian: The Boy in the Striped Pyjamas, la verità negli occhi di un bambino

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Esiste un limite tra la sinceritá e la brutalità. È un limite facile da varcare, una linea sottile sulla quale il regista britannico Mark Herman cammina come un equilibrista lungo i novantacinque minuti di The Boy in the Striped Pyjamas [+leggi anche:
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, selezionato al Festival di San Sebastian.

Basato nell'omonimo best seller di John Boyne, il film narra la storia della famiglia di un generale nazista al comando di un campo di concentramento. L'originalitá della storia sta tutta nel punto di vista che l'autore propone: lo sguardo di un bambino di otto anni. Bruno, figlio del generale nazista, vive nel quartier generale che confina con un gruppo di baracche, dove tutti vestono un pigiama a strisce. Bruno diviene amico di Shmuel, un bambino ebreo che vive nel campo. Separati dal filo spinato che delimita il campo, Bruno e Shmuel diventano amici per la pelle, un'amicizia che porterá il giovane ariano a vivere in prima persona il dramma della violenza nazista.

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The Boy in the Striped Pyjamas sarebbe potuto essere un blockbuster strappalacrime con lieto fine. Il regista Herman, insieme ad un cast d'eccezione (Vera Farmiga, David Thewlis, Rupert Friend), ha invece optato per la sobrietá e l'obiettivitá.

Distribuito a livello internazionale da Miramax (che coproduce), il film è in sala dal 14 settembre in Gran Bretagna con 167 copie ed un ottimo risultato al botteghino. Il 28 settembre sará nelle sale spagnole, per proseguire un cammino di sicuro successo che lo porterá sugli schermi di tutta Europa e degli USA.

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