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FESTIVAL Romania

Il “realismo rumeno” affascina la critica

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Il “realismo rumeno” affascina la critica

L'evento Romania on the Movie Map, che si svolge in tandem con il NexT International Short and Medium-length Film Festival a Bucarest, si è chiuso sabato con un vivace dibattito sul tema della New Wave rumena.

Il dibattito, durato quattro ore, ha coinvolto critici locali e internazionali ed è stato moderato dai giornalisti rumeni Magda Mihailescu e Alex Leo Serban, il cui ultimo libro, 4 Decades, 3 Years and 2 Months of Romanian Cinema, uscirà presto nelle librerie locali.

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Il dibattito si è concentrato inizialmente sullo stato attuale del cinema rumeno. Il punto più importante è stato di tipo semantico: la parola “minimalismo” può essere applicata alla valanga di nuovi film diretti da giovani registi rumeni (e fra questi Cristian Mungiu, Cristi Puiu e Corneliu Porumboiu)? La conclusione generale ha portato alla scelta del termine “realismo rumeno”, più accettabile sia per i critici che i filmmaker stessi.

I critici internazionali presenti hanno potuto vedere i recenti film rumeni che saranno assai probabilmente a Cannes e in altri festival, come Intermediate [+leggi anche:
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intervista: Corneliu Porumboiu
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di Porumboiu. L'opera seconda del regista di 12:08 East of Bucharest [+leggi anche:
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racconta una sofisticata truffa nella città natale di Porumboiu, la tranquilla Vaslui (dove aveva già ambientato il suo film di debutto). La pellicola conferma il suo talento nel combinare umorismo e critica mordace nei confronti della società rumena con un linguaggio cinematografico assai accurato.

L'esordio dietro la macchina da presa del premiato sceneggiatore Razvan Radulescu, First of All, Felicia [+leggi anche:
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intervista: Melissa de Raaf e Razvan R…
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(diretto insieme a Melissa de Raaf), narra la storia di una quarantenne nel limbo tra la casa dei genitori e la sua vita all'estero — tema ricorrente nei film rumeni, e mostra una visione assai diversa dal lavoro svolto da Radulescu come co-sceneggiatore dei recenti titoli di Puiu, Radu Muntean e Radu Gabrea.

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(Tradotto dall'inglese)

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