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Paolo Virzì - regista

Intervista - Venezia, Fuori concorso

Un viaggio avventuroso. E’ così che Virzì definisce il suo film My name is Tanino

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di Federico Greco

Un viaggio avventuroso. E’ così che Paolo Virzi definisce il suo film My name is Tanino [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
in Mostra a Venezia 59 nella sezione fuori concorso. “E’ stata un’avventura rocambolesca.

Chi è Tanino?
“Un ventenne cinefilo e ignorantissimo, un sognatore sconclusionato. Da Castelluzzo del Golfo, un paesino siciliano, vola fino a Seaport, una cittadina del New England, per rintracciare Sally che sei mesi prima gli ha dato un bacio fortuito. Dopo una rocambolesca serie d’avventure, finisce a "Manhàa" (Manhattan, ndr) dove trova rifugio nella dimora malandata del suo film maker preferito, una specie di dolce barbone rintronato e in fin di vita”.

Di nuovo un personaggio "fuori luogo"?
“Mi piace raccontare vicende penose con tono canzonatorio. Il personaggio di Tanino prende spunto da certi aspiranti allievi di regia della Scuola nazionale di Cinema: ragazzi carichi di sogni velleitari, che non ce l’hanno fatta a superare l’esame di ammissione”.

Dopo l’avventura di Tanino ha già pronto un altro progetto?
“Sto scrivendo con Bruni una storia su un anno di scuola media di una tredicenne di provincia che viene a Roma con la famiglia”.

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