London
Trailer [vo st en]
di Sebastian Brameshuber
Bobby è costantemente in macchina, guidando avanti e indietro sull’autostrada che collega Vienna e Salisburgo. Altre persone percorrono la stessa tratta. Bobby li prende a bordo per contribuire alle spese della benzina e chiacchiera con loro lungo il tragitto: il soldato che si interroga su cosa significhi combattere; l’apprendista di un supermercato che sta andando a trovare la famiglia; lo studioso che indaga la storia della strada; la donna queer in procinto di sposarsi. Tanti percorsi, accenti e storie diversi, per lo più veri. Bobby ascolta, ma parla anche di sé, della sua giovinezza, dell’invecchiare, dell’amico in coma a Salisburgo che è il motivo di tutti i suoi viaggi. Fuori scorrono montagne e foreste, interrotte da svincoli, barriere e ponti; la qualità della luce cambia con le stagioni. Né documentario, né del tutto finzione, London è un ritratto sommessamente politico dell’Europa di oggi attraverso i suoi spazi intermedi e chi li attraversa. Anche in questi tempi strani, anonimato e gentilezza possono ancora andare di pari passo.















