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Belgio, i film selezionati a Cannes (maggio 2003)

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- Il cinema belga si rinnova, giovani talenti emergenti affiancano gli autori ormai già affermati. Tutti i film da Bruxelles a Cannes e, a seguire, nelle sale

Il predominio delle opere prime

Quelli che credevano che il momento magico del cinema belga fosse un fenomeno effimero dovranno ricredersi. La produzione 2002 rivela una fonte inesauribile di talenti. Il cinema belga sta conoscendo infatti uno sviluppo considerevole con l’arrivo di giovani cineasti ad affiancare gli autori ormai già affermati. Paradossalmente la selezione di Cannes resta estranea a questo rinnovamento. Ma che si tratti di produzioni maggioritarie o minoritarie, questi film rivelano l’originalità e la forza dei loro autori.

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1. I film selezionati a Cannes

E’ obbligatorio constatare l’importanza delle opere prime nell’ambito dell’ultima produzione belga. Su quattro coproduzioni belghe selezionate a Cannes, tre sono opere prime. “Questi film costituiscono un elemento molto positivo per il cinema nazionale” - sottolinea Henry Ingberg, segretario generale del Ministro delle comunità francesi del Belgio – “La mia preoccupazione era infatti che l’entusiasmo suscitato all’estero dal nostro cinema non fosse legato ad altro che a un fatto di generazione. Il rischio era che dopo opere molto vigorose si arrivasse poi ad un vuoto. E’ invece importante che si sia sfuggiti a questa fatalità e che tutti questi nuovi registi si aggiungano a quelli già conosciuti”.
L’unica produzione maggioritaria belga, il primo lungometraggio di Thomas de Thier, Des plumes dans la tête [+leggi anche:
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è stato selezionato alla Quinzaine des Rèalisateurs, una sezione che ha portato fortuna ad altri cineasti belgi come Jaco Van Dormael (Toto le héros), Luc e Jean-Pierre Dardenne (La promesse, 1966) o anche Benoît Mariage (Les convoyeurs atetndent, 1999). Prodotto da Nicolas Meyer (Magellan Production), Des plumes dans la tête, racconta il dramma di una famiglia per la morte del figlio.
Nel frattempo la belga Entre Chien et Loup, alla quale dobbiamo anche Thomas est amoureux di Pierre-Paul Renders, Lumbumba di Raoul Peck, La Sicilia di Luc Pien o ancora Un divan à New York di Chantal Akerman, vede due delle sue coproduzioni minoritarie selezionate nella sezione Un Certain Regard, Mille Mois di Faouzi Bensaïdi, e alla Semaine de la Critique, Depuis qu’Otar est parti di Julie Bertuccelli.
In Mille Mois l’attore, sceneggiatore (anche di Loin di Techiné) e regista marocchino Faouzi Bensaïdi propone uno sguardo personale sul periodo di repressione intellettuale marocchina degli inizi degli anni ’80, argomento abbastanza inconsueto per la cinematografia del paese. Il film, interamente girato in Marocco, è prodotto da Laurent Lavolé e Isabelle Pragier (Gloria Films – Francia), Diana Elbaum (Entre Chien et Loup – Belgio), Bénédicte Bellocq e Souad Lamriki (Agora Films – MArocco).
Con il suo primo film Depuis qu’Otar est parti, la giovane francese Julie Bertuccelli firma un’opera personale e sensibile attraverso un sottile ritratto di tre donne di tre generazioni diverse nelle Georgia contemporanea. Assistente del regista georgiano Otar Iosseliani, gli rende omaggio ambientando il film a Tbilisi, in Georgia. Il film è prodotto da Yaël Fogiel (Les Films du Poisson – Francia) che aveva prodotto anche Voyages, e Diana Elbaum (Entre Chien et Loup – Belgio).
Coprodotto da Les Films du Fleuve (la société di e Jean-Pierre Dardenne) e girato per la maggior parte in Belgio, il film Stormy Weather di Solveig Anspach e interpretato da Elodie Bouchez e Baltasar Kormàkur, è stato selezionato per la sezione Un Certain Regard. Les Film du Fleuve hanno prodotto anche il nuovo film di Eugène Green, Le monde vivant, presentato nella Quinzaine des Réalisateurs.
Ancora una produzione belga, il film d’animazione Les Triplettes de Belleville [+leggi anche:
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di Sylvain Chomet, presentato nella Selezione ufficiale fuori competizione. Il lungometraggio segue la vita di Champion, un bambino solitario che vive con la nonna.
Per quanto riguarda i cortometraggi, la Semaine de la Critique ha selezionato Speculoos di Yves Cantraine prodotto dalla Need Productions, che lo presenterà in una proiezione speciale.

2. I film al Mercato

Alla vigilia del Festival di Cannes, la produzione belga ci offre una carrellata di opere prime. Coincidenza o effetto di società, il cinema belga è segnato da un reale rinnovamento. "E' chiaro che il successo di certi film nazionali abbia suscitato una vera e propria infatuazione per il cinema da parte dell'ultima generazione. E poi l'avvio del sistema del tax shelter ha portato nuove speranze di finanziamento" spiega Chantal Pirlot presidente della Commissione di Selezione dei Film.

Cantante del gruppo dEUS, Tom Barman si è concentrato l'anno scorso sulla regia del suo primo film, Any Way the Wind Blows [+leggi anche:
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, un'opera mosaico dove si mischiano vento e musica. Originale e non classificabile, il film segue una decina di personaggi per 24 ore ad Anversa nel 2004. Nei ruoli principali Natali Broods, Jonas Boel, Diane de Belder, Titus De Voogdt, Eric Kloeck, Dirk Roofthooft, Matthias Schoenaerts (Shooting Star 2003) e Frank Vercruyssen. La musica jazz è composta dalle stesso Tom Barman. Girato l'estate scorsa ad Anversa, Any way the wind blows è prodotto da Kaat Camerlynck e Alex Stockman (Corridor).

Opera prima anche J'ai toujours voulu être une sainte di Geneviève Mersch, storia di un'adolescente che vive sola con il proprio padre. Norah si sente responsabile di tutti i dolori del mondo e in particolare della morte di un pilota automobilistico. Il film è prodotto da Patrick Quinet per Artémis Productions.

Al Mercato verranno presentati anche altri film: Resist di Dirk Szuszies (Aligator Film), Le festin de la Mante di Marc Levie (Marc Levie Visuals), Hot dogs di Frédéric Brival (Cinargo), e Alias di Jan Verheyen (Another Dimension of an Idea) e Hop, il primo lungometraggio di Dominique Standaert (Executive Productions), già uscito nelle sale del Belgio.

 

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