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Recensione: Il matrimonio di Lorna

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I tumulti del mondo

di 

- l viaggio intimo di una donna che va nella città siderurgica di Seraing, si distacca dalla sua condizione di immigrata e, affamata di benessere, tocca l'essenza dell'umanità

Recensione: Il matrimonio di Lorna

l titolo originale del film (Le Silence de Lorna)pone problemi fin dall'inizio. Di quale silenzio si tratta, visto che Lorna parla, risponde, domanda e finirà per fare un monologo come se, di fatto, la parola si rivelasse essere per lei il filo prezioso che le permette di vivere? E allora, bisogna intendere questo silenzio come interiore e la parola espressa come un tentativo di far tacere una coscienza in tumulto? Complice di un matrimonio bianco, Lorna l'albanese? Sì, ma una complice che cerca fino all'ultimo di cambiare il corso del destino di questa falsa coppia che forma con Claudy, drogato e patetico, lui stesso vittima di una combine.

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In questo mondo brutale che non conosce che una legge, quella del profitto, e non ha che un desiderio, quello di arricchirsi senza preoccuparsi delle conseguenze che potrebbe avere sull'altro, poiché è proprio sulla pelle di quest'altro che l'arricchimento può realizzarsi, gli scrupoli di Lorna non hanno peso. E pertanto, questi scrupoli rappresentano l'abisso che la separano da Fabio, autista di taxi intrallazzatore che gestisce la giovane donna come se fosse un capitale e spera, grazie a lei, di entrare nel mondo della malavita, quella vera, quella della mafia russa, attraverso un nuovo matrimonio bianco di Lorna con uno dei suoi esponenti. Per questo, bisogna che Claudy lasci definitivamente la scena. Non dopo il divorzio di cui Lorna cerca di accelerare i tempi, ma nel modo più rapido e conforme alla realtà di questo relitto umano che crede, disintossicandosi, di poter conquistare l'amore di questa donna.

E' la forza di questo sentimento che i fratelli Dardenne tentano di celebrare? Resta il fatto che Claudy effettivamente smette e che, senza gridare vittoria, succede l'impensabile: una sera in cui Claudy minaccia di risprofondare nel suo inferno, Lorna prende l'iniziativa e gli si concede. Ma l'idillio dura ben poco, fino a quando attraverso un'ellissi narrativa fulminante, si capisce che Claudy non c'è più. A quel punto, il film si ribalta completamente. Lorna torna allora a usare la parola nel modo interrogativo. Perché non c'è più niente ora che la costringa a tacere, anche se la sua vita è appesa a un solo filo. Perché essendo incinta, Claudy morto continua a vivere dentro la giovane donna. E' quello che dichiara al suo futuro marito. E' quello che dice a Fabio. E' quello che la medicina smentisce. Ma Lorna, dal canto suo, non demorde: lei aspetta un figlio da Claudy semplicemente perché il vero amore non può non lasciare traccia...

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si presenta come un oggetto cinematografico inedito nella filmografia dei Dardenne. Se la cinepresa vi si mostra trattenuta nei suoi movimenti, è perché è diventata testimone più che attore. Ciò che i fratelli Dardenne cercano di captare in Le Silence de Lorna si rivela più vasto che nei loro film precedenti, perché attraverso la storia di Lorna, si confrontano con il mondo e con la globalizzazione. Questo spostamento narrativo ne implica un altro, cinematografico stavolta e già accennato nel finale di L’Enfant [+leggi anche:
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con l'omaggio al Robert Bresson di Pickpocket: quello di un cinema pensato come una "finestra aperta sulla realtà", che si rifà sia al rigore formale dell'autore di L’Argent che al pragmatismo di Rossellini.

photogallery

titolo internazionale: The Silence of Lorna
titolo originale: Le Silence de Lorna
paese: Francia, Belgio, Italia
rivenditore estero: Celluloid Dreams
anno: 2008
regia: Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
sceneggiatura: Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
cast: Arta Dobroshi, Jérémie Renier, Fabrizio Rongione

premi/partecipazioni principali

Premio Lux 2008 del Parlamento Europeo 
Cannes 2008 In Concorso
Migliore Sceneggiatura
cinando

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