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Recensione: Involuntary

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Un'analisi della pressione sociale

di 

- Questo secondo lungometraggio ha attirato l'attenzione dei festival e della critica per lo sguardo fresco e realista che offre sulla società svedese, ritratta utilizzando tecniche non convenzionali

Recensione: Involuntary

Questo secondo lungometraggio di Ruben Östlund, presentato in prima mondiale nella sezione Un Certain Regard dell'ultimo Festival di Cannes, ha attirato l'attenzione dei festival e della critica per lo sguardo fresco e realista che offre sulla società svedese, ritratta utilizzando tecniche non convenzionali. Östlund, fortemente legato alla generazione YouTube di registi esperti conoscitori di immagini, propone nel suo secondo film un ritratto provocante e innovativo della Svezia di oggi. Involuntary [+leggi anche:
trailer
film focus
intervista: Erik Hemmendorff
intervista: Ruben Östlund
scheda film
]
è un'opera non lineare, dove cinque storie diverse sono legate da un tema principale: l'influenza del gruppo sull'individuo. Perché un individuo si comporta in un certo modo quando è in gruppo e subisce una certa pressione sociale, arrivando a infischiarsene della morale, della sua dignità e del senso comune? E fino a che punto può essere influenzato? Ecco due domande che emergono da questi cinque ritratti di personaggi appartenenti ad ambienti ed età differenti, scelti per offrire più prospettive sul tema centrale.

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L'estate, stagione languida e vacanziera, arriva con il suo bagaglio di sorprese. Un uomo festeggia i suoi sessant'anni e rimane ferito dall'esplosione di un petardo, ma rifiuta di farsi visitare da un medico per paura di guastare la festa ai suoi amici. Un trentenne è umiliato fisicamente e mentalmente dai suoi amici nel corso di un weekend in campagna ad alto tasso alcolico. Un gruppo di adolescenti abusano di alcol e di You Tube, e si danno a giochi sessuali fino a quando una di loro non viene abbandonata svenuta in un parco. Un'insegnante che predica ai suoi allievi i pericoli della pressione sociale, si scaglia contro un collega che ha abusato di un bambino e finisce lei stessa per farsi cacciare. Infine, un'attrice prende l'autobus e lascia che qualcun altro si assuma la responsabilità di un errore che lei ha commesso.

Spesso le scene in questione si bloccano all'improvviso, quando il disagio comincia a farsi sentire, lasciando allo spettatore un senso di frustrazione e spazio per l'arbitrario. Östlund fa lunghe inquadrature riprese da una camera fissa (come nel suo film precedente, The Guitar Mongoloid) e arricchite da angolazioni bizzarre, spesso divertenti: nella scena d'apertura, ad esempio, una conversazione è ripresa dai piedi dei personaggi. Gli attori, per la maggior parte non professionisti (eccetto Maria Lundqvist, che interpreta la donna dell'autobus), sono convincenti e la loro interpretazione è tanto più autentica quanto più si basa sull'improvvisazione.

Involuntary è stato prodotto dalla società del regista, Plattform Produktion, in coproduzione con Film i Väst e la televisione svedese SVT, con il sostegno dell'Istituto svedese per il cinema e di Nordisk Film & TV Fond. Le vendite internazionali sono affidate a The Coproduction Office, che ha già venduto il film nel Benelux, in Grecia e nel Regno Unito.

photogallery

titolo internazionale: Involuntary
titolo originale: De Ofrivilliga
paese: Svezia
rivenditore estero: Coproduction Office
anno: 2008
regia: Ruben Östlund
sceneggiatura: Ruben Östlund, Erik Hemmendorff
cast: Villmar Björkman, Linnea Cart-Lamy, Leif Edlund, Sara Eriksson, Lola Ewerlund

premi/partecipazioni principali

Cannes 2008 Un Certain Regard
cinando

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