Scegli la lingua en | es | fr | it

Recensione: Oslo, August 31st

email print share on facebook share on twitter share on google+

Il vuoto dentro di noi

di 

- L'ombra della tragedia incombe su un giovane tossicodipendente. Un ritratto avvincente firmato dal promettente Joachim Trier e presentato al Festival de Cannes

Recensione: Oslo, August 31st

Il regista norvegese Joachim Trier (Reprise [+leggi anche:
recensione
trailer
film focus
intervista: Joachim Trier
intervista: Karin Julsrud
scheda film
]
) ha portato a Cannes il suo secondo film, Oslo, August 31st [+leggi anche:
trailer
film focus
intervista: Joachim Trier
scheda film
]
, ritratto profondo ed emozionante della solitudine.

Grazie allo lo sguardo fisso del protagonista Anders Danielsen Lie (in un’eccellente prova, ancora più impressionante perché medico lui stesso), gli spettatori non hanno problemi ad empatizzare con il protagonista Anders, 34enne e tossicodipendente, al suo primo giorno fuori dalla clinica di disintossicazione. La scelta ricorda quella dello scrittore francese Pierre Drieu La Rochelle nel suo romanzo Fuoco fatuo, portato al cinema nel film omonimo del 1963 da Louis Malle, che ne trasformò il protagonista eroinomane in un alcolista.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Il film si apre con un tentato suicidio, che lascia nello spettatore la preoccupazione che possa accadere ancora. Anche il migliore amico di Anders ha da un po’ la stessa sensazione, come gli racconta nel corso di un’accorata conversazione. Nonostante i tentativi di entrambi, non riescono più a trovarsi, e si allontanano.

Il fallimento si ripete di continuo: Anders cammina malinconico per le strade di Oslo, fa dei colloqui di lavoro, guarda la gente nei caffè, cerca di vedere vecchi amici a una festa. È incapace di rimettersi in contatto con la ex-fidanzata che potrebbe salvarlo, e che tenta di chiamare senza risultato più volte.

La triste riflessione, espressa durante una seduta di terapia, di non sentire né dolore né felicità si riflette nello sguardo straziante di Anders, nel quale il desiderio di sentire qualcosa si affianca al vuoto di tale desiderio. La sua tristezza riesce però a colpire lo spettatore (l’unico a restare sempre al suo fianco), che sente tutta la tragedia incombente perché, dice il giovane, l’unica cosa che vuole è far commuovere gli altri.

Non è però difficile identificarsi con Anders. La sua disperazione esistenziale ed il senso di solitudine superano la fatica di un eroinomane di restare lontano dalla droga: è la versione amplificata del vuoto delle vite di tutti — degli altri personaggi e dello spettatore. Che la tragedia della condizione umana, la più triste di tutte, sia contenuta in due occhi è un’impresa incredibile.

(Tradotto dal francese)

photogallery

titolo internazionale: Oslo, August 31st
titolo originale: Oslo, 31. august
paese: Norvegia
rivenditore estero: The Match Factory
anno: 2011
regia: Joachim Trier
sceneggiatura: Joachim Trier, Eskil Vogt
cast: Anders Danielsen Lie, Hans Olav Brenner, Johanne Kjellevik Ledang, Kjærsti Odden Skjeldal, Ingrid Olava, Petter Width Kristiansen

premi/partecipazioni principali

Cannes 2011 Un Certain Regard
La Rochelle Film Festival 2011 
Toronto International Film Festival 2011
Athens Film Festival 2011 
Gent International Film Festival 2011 
São Paulo International Film Festival 2011 
Arras Film Festival 2011 
Pau International Film Festival 2011 
Stockholm International Film Festival 2011 
Les Arcs International Film Festival 2011 
Sundance Film Festival 2012 
International Film Festival Rotterdam 2012 
Festival del cinema europeo di Lecce 2012 Ulivo d'oro
New Directors/New Films 2012 
San Francisco International Film Festival 2012 
Wisconsin Film Festival 2012 
Seattle International Film Festival 2012 
Taipei Golden Horse Film Festival 2012 
cinando

Follow us on

facebook twitter rss

Newsletter

Bridging the Dragon
CASI HECHO Home