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Recensione

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Berlinale: The Circle, la Resistenza esiste anche in amore

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- Il documentario svizzero di Stefan Haupt si è aggiudicato il Teddy Award della 64ma Berlinale, ma oltre a essere un film gay, è una formidabile difesa della libertà d'amare

Recensione

Tre volte, nel documentario dello svizzero Stefan Haupt, Robi Rapp canta nel suo numero di cabaret "… sono un Teddy Bear". Una melodia e un messaggio che hanno toccato il cuore del pubblico della Berlinale ma anche quello della giuria queer che ha attribuito il suo Teddy Award a The Circle [+leggi anche:
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, presentato in anteprima mondiale nella selezione Panorama della 64ma Berlinale.

Robi Rapp e Ernst Ostertag si incontrano tramite la rivista omosessuale The Circle e il suo club gay che ha sede a Zurigo dagli anni '40. Sebbene all'epoca l'omosessualità sia legale in Svizzera (contrariamente alla Germania), non è ancora del tutto tollerata, e nel diventare il primo luogo di ritrovo omosessuale, The Circle diventa anche il baluardo della difesa dei dirittti e della cultura gay.

Quando Ernst, insegnante, si innamora perdutamente di Robi, parrucchiere di giorno e travestito di notte, un'ondata di crimini omofobici si abatte su Zurigo ed Ernst è sospettato dalla polizia. Un clima di paura si instaura nella comunità e questa paranoia dà vita a profondi cambiamenti all'interno dell'associazione che dovrà la sua sopravvivenza soprattutto all'energia dei più giovani come Robi ed Ernst. I due uomini non si lasceranno più fino all'ufficializzazione della loro unione negli anni '90, quando diventeranno la prima coppia omosessuale svizzera legalmente sposata.

Attraverso le testimonianze precise dei due uomini che inframezzano la narrazione, Stefan Haupt ci racconta una storia d'amore universale che il regista ricostruisce in gran parte con attori e una sceneggiatura. Questo procedimento non sempre giova al genere documentario, ma The Circle riesce a distinguersi grazie all'ottimo lavoro della scenografa Karin Gienzendanner e alla qualità degli interpreti, Matthias Hungerbuehler (Ernst) e Sven Schelker (Robi) in testa.

Il film ha anche il vantaggio di raccontarci una parte sconosciuta della storia e di mettere in risalto un simbolo della libertà culturale e sessuale che ha ispirato molti. Due protagonisti di questo movimento sono ancora attivi (e innamorati) oggi, e sia la loro testimonianza che il loro esempio meritavano di essere raccontati come un bell'omaggio che emozionerà tanti.

Wide House Management non avrà difficoltà a far viaggiare il film negli ambienti gay di tutto il mondo. The Circle ha già cominciato la sua tournée dei festival nel migliore dei modi. 

(Tradotto dal francese)

photogallery

titolo internazionale: The Circle
titolo originale: Der Kreis
paese: Svizzera
rivenditore estero: Wide House
anno: 2014
regia: Stefan Haupt
sceneggiatura: Stefan Haupt, Christian Felix, Ivan Madeo, Urs Frey
cast: Matthias Hungerbühler, Sven Schelker, Anatole Taubman, Marianne Sägebrecht, Stephan Witschi, Antoine Monot Jr., Matthias Meier

premi/partecipazioni principali

Berlin International Film Festival 2014 Panorama Dokumente
Swiss Film Awards 2015
Miglior film di finzione, Miglior sceneggiatura, Miglior interpretazione maschile, Miglior interpretazione per un secondo ruolo
cinando

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