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Recensione

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Babai: tale padre, tale figlio

di 

- Il film di Visar Morina, Premio al Miglior Regista a Karlovy Vary e candidato del Kosovo per gli Oscar 2016, e stato presentato in concorso al CinEast

Recensione

Il 2015 si sta rivelando un anno incredibile per Babai [+leggi anche:
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, opera prima del regista kosovaro Visar Morina. Dopo aver debuttato al Karlovy Vary International Film Festival (dove ha vinto il Premio al Miglior Regista), il film ha portato a casa diversi premi da altri eventi ed è diventato il secondo film presentato dal Kosovo agli Oscar. È incluso anche nella selezione per gli European Film Awards, ed è in competizione questa settimana nella Sezione Ufficiale del CinEast di Lussemburgo.

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La storia si svolge nei primi anni '90, mentre Nori (Val Maloku), dieci anni, e suo padre, Gezim (Astrit Kabashi), cercano di guadagnarsi da vivere in Kosovo prima della guerra. La coppia sopravvive vendendo sigarette per strada e grazie all'ospitalità di uno zio che offre loro un posto per dormire. Quando questa situazione non è più sostenibile, Gezim decide di tentare la fortuna in Germania, affidando il figlio al parente. Ma il giovane Nori, molto vicino al padre che ammira e emula, ritiene la cosa fuori discussione. Così intraprende un'intensa e audace odissea per diversi Paesi, che lo condurrà a situazioni estreme, confrontandosi infine con il padre, che l'ha abbandonato.

Come ha confessato Morina (guarda l'intervista), la cosa più importante per lui era il rapporto tra i due personaggi principali, che crede assumere un ruolo importante di per sé. È riuscito a trovare due attori con l'incredibile talento di imitarsi ed opporsi a vicenda, anche quando non sono nella stessa scena. Sebbene la credibilità del viaggio possa vacillare, a volte, è certamente la chimica tra i due protagonisti che mantiene la coerenza nella storia.

Tutta l'azione, i personaggi e le situazioni sono descritti dal punto di vista di Nori, che offre un ritratto genuino, anche se un po' superficiale, della società kosovara di quegli anni. Il film non vuole essere una dichiarazione politica, ma Morina si impegna molto per ricreare una certa atmosfera di violenza e paura; una situazione specifica, ma universale, che influenza pesantemente sia l'atteggiamento che le decisioni dei personaggi principali.

Babai, e la sua avventura in Europa, è diventato il film più costoso realizzato in Kosovo negli ultimi tempi. Merito di una co-produzione di successo tra il Paese (Produksioni Krusha), la Germania (Niko Film), la Macedonia (Skopje Film Studio) e la Francia (EauxVives Productions).

(Tradotto dall'inglese)

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premi/partecipazioni principali

Karlovy Vary International Film Festival 2015Selezione ufficiale – Competizione
Miglior regia
Bratislava International Film Festival 2015 
Athens Panorama of European Cinema 2015 
Brussels Mediterranean Film Festival 2015 
Premiers Plans Festival d'Angers 2016 
Crossing Europe 2016 
cinando

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