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Recensione

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Dark Inclusion: uno specchio trasparente senza fondo

di 

- Arthur Harari firma un'opera prima molto promettente con la storia di una vendetta shakespeariana in una famiglia di commercianti di diamanti di Anversa

Recensione
Niels Schneider in Dark Inclusion

"Traccia un percorso verso la luce nella pietra". È nel cuore del mondo segreto e assai ben protetto dei commercianti di diamanti che Arthur Harari ambienta la trama del suo primo lungometraggio, Dark Inclusion [+leggi anche:
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, che lo fa spiccare chiaramente nel panorama dei nuovi talenti europei, tanto che ci si chiede perché i grandi festival non gli abbiano riservato un posto. La risposta sta probabilmente nella sua audacia e nella sua relativa (ed emozionante) peculiarità estetica. Perché Dark Inclusion non solo combina con maestria noir e tragedia familiare alla Amleto, atmosfera da karma avvelenato e descrizione ultra-realistica del cerchio molto chiuso dei commercianti di diamanti. Il film mostra anche una veste formale altamente stilizzata, che fa leva sui contrasti ed i colori, in un lirismo melodrammatico insolito nella produzione attuale, che fa parte di un lignaggio in cui si collocano in particolare Vincente Minnelli e Brian de Palma. In breve, Dark Inclusion esce davvero fuori dall'ordinario, e le sue prime scene sono un'illustrazione perfetta con il primo piano di un occhio chiuso che freme come sotto l'effetto di un brutto sogno, seguite da una sequenza violenta dai toni quasi surreali con un adolescente che si amputa la mano a seguito di un istante fatale di distrazione durante il taglio di un diamante.

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Il ragazzo di questo ricordo ricostruito di cui non sapremo mai se è del tutto vero o meno, è il padre di Pier Ulmann (l'ottimo Niels Schneider), un giovane che vive una doppia vita a Parigi: ufficialmente ristruttura appartamenti e ufficiosamente compie furti orchestrati da Rachid (il compianto Abdel Hafed Benotman) che gli fa da mentore e padre surrogato. Ma l'annuncio della morte del suo vero genitore che non vedeva da molti anni e che ha concluso la sua vita in una miseria pietosa, riporterà in superficie il senso di colpa e una storia familiare travagliata che alimenta la forte sete di vendetta di Pier ("voglio far loro del male, voglio che soffrano") foraggiata da un senso di ingiustizia e di declassamento sociale. Infatti, il padre sarebbe stato respinto dalla sua famiglia di mercanti di diamanti di Anversa, quindi privato della sua eredità da suo fratello Joseph (Hans-Peter Cloos). Cogliendo l'opportunità di un lavoro di ristrutturazione di un ufficio proposto dal cugino Gabi (August Diehl), Pier si introdurrà gradualmente nell'intimità della famiglia Ulmann e all'interno del quartiere ultra-sorvegliato in cui risiedono i commercianti di diamanti di Anversa, un mondo ben organizzato di cui apprenderà i codici con l'idea di preparare un colpo... Ma, come nelle tragedie antiche, i figli si oppongono ai padri, le maledizioni vengono trasmesse, la visione del futuro si disegna in trompe-l'oeil, e i dadi perfetti del destino cominciano a rotolare...

Concepito come una storia multiforme, allo stesso tempo astrazione ed equazione, senza mai perdere il filo di una sorta di thriller "documentario" in cui si passa dai laboratori dell'India alle casseforti delle società occidentali, Dark Inclusion affronta con sottigliezza il tema della complessità della realtà e apre al suo giovane regista Arthur Harari prospettive molto promettenti. Films Distribution gestisce le vendite internazionali.

(Tradotto dal francese)

photogallery

titolo internazionale: Dark Inclusion
titolo originale: Diamant noir
paese: Francia, Belgio
rivenditore estero: Films Distribution
anno: 2016
regia: Arthur Harari
sceneggiatura: Arthur Harari, Vincent Poymiro, Agnès Feuvre
cast: Niels Schneider, August Diehl, Han-Peter Cloos, Raphaële Godin, Guillaume Verdier, Hilde Van Mieghem, Abdel Hafed Benotman, Raghunath Manet, Jos Verbit

premi/partecipazioni principali

Premiers Plans Festival d'Angers 2016
Premio speciale della giuria
cinando

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