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Glory: le due facce della Bulgaria

di 

- LOCARNO 2016: La seconda opera di Petar Valchanov e Kristina Grozeva è una perla sociopolitica

Recensione
Stefan Denolyubov in Glory

Mantenendo un approccio simile al film precedente (alcuni attori e membri della troupe sono gli stessi), Petar Valchanov e Kristina Grozeva continuano in grande stile la “trilogia dei ritagli di giornale”, a cui avevano dato inizio nel 2014 con il successo di The Lesson – Scuola di vita [+leggi anche:
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è stato presentato al concorso principale del Festival del Film Locarno, affermandosi come dramma sociale e come film politico.

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Con l’immagine appassionante di una Bulgaria dilaniata, Glory ha per protagonista Tsanko Petrov (Stefan Denolyubov), un uomo di mezza età che fatica ad andare avanti, facendo il ferroviere da 25 anni in forza al servizio ferroviario nazionale. Passa le sue giornate a picchiare sui bulloni delle rotaie e a stringerli con la sua chiave inglese, quando ne riconosce il suono sbagliato. Un giorno, però, Petrov trova un mucchio di banconote sui binari e, nonostante sia povero e non prenda paga da due mesi, decide di consegnare l’intera somma alla polizia. Il Ministro dei Trasporti, il cui dicastero è stato recentemente accusato di corruzione dai media, approfitta del nobile atto di Petrov e lo sfrutta per ripulire la propria immagine, trasformando l’umile lavoratore in un eroe e organizzando un evento mediatico appositamente per l’occasione.

Fedeli allo spirito di The Lesson, Valchanov e Grozeva, in Glory, optano per un’interessante scelta attoriale. Mentre nella loro opera prima, Denolyubov interpretava un usuraio, un crudele rappresentante del sistema, determinato a schiacciare la ligia insegnante Nadezhda (Margita Gosheva), Glory vede un coraggioso cambio di prospettiva: la Gosheva veste i panni di Julia Staikova, la spietata responsabile ufficio stampa del Ministero dei Trasporti, disposta a tutto pur di preservare il buon nome dell’istituzione. Al momento di prendere il vecchio orologio di Petrov, un cimelio di famiglia a marchio Slava che il Ministro sostituirà regalando un nuovo orologio (il tutto ovviamente a favore di camera), la donna mette involontariamente in atto una serie di eventi da cui emerge quanto lontani siano i loro mondi.

Glory comunica in maniera magistrale la distanza tra la corruzione delle autorità e l’infaticabile tenacia dei lavoratori statali. La chiave inglese di Petrov ha evitato incidenti per 25 anni mentre, in un universo completamente differente, il Ministro si preoccupa solo di difendersi dalle accuse di corruzione sollevate contro di lui dal giornalista investigativo Kiril Kolev (interpretato dall’attore e regista Milko Lazarov). Quando Petrov cerca di spiegare perché la compagnia nazionale sta subendo così gravi perdite, il Ministro lo ignora completamente: i due uomini provengono da mondi tra i quali non c’è modo di comunicare. L’impossibilità per Petrov di portare a termine il proprio discorso rappresenta chiaramente la possibilità negata, a chi non ha potere, di far sentire la propria voce. O almeno questo è quanto vorrebbero i potenti…

La sceneggiatura risulta alquanto appesantita da una sottotrama troppo ricca di dettagli sulle procedure mediche, a cui la Staikova deve sottoporsi per avere un figlio dal marito Valeri (Kitodar Todorov). Non sfugge, poi, come sfrutti anche le tecnologie per mettere in luce le differenze tra i due mondi: mentre Petrov è felice quando accarezza i suoi conigli da compagnia nel suo angusto cortile, la Staikova e i suoi collaboratori sono sempre circondati da dispositivi elettronici, campioni di superficialità in un mondo amorale fatto di nessuna sostanza. La sceneggiatura scritta a quattro mani dai registi, insieme anche a Decho Taralezhkov, trova un modo imprevedibile per far scontrare questi due mondi.

Prodotto dalla Abraxas Film (Bulgaria) e dalla Graal Film (Grecia), le vendite internazionali di Glory saranno gestite dalla Wide Management.

(Tradotto dall'inglese)

photogallery

titolo internazionale: Glory
titolo originale: Slava
paese: Bulgaria, Grecia
rivenditore estero: Wide Management
anno: 2016
regia: Kristina Grozeva, Petar Valchanov
sceneggiatura: Kristina Grozeva, Petar Valchanov, Decho Taralezhkov
cast: Stefan Denolyubov, Margita Gosheva, Milko Lazarov, Kitodar Todorov

premi/partecipazioni principali

Festival del film Locarno 2016

Concorso internazionale
Arras Film Festival 2016 
Les Arcs International Film Festival 2016 
cinando

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