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Intervista: Thierry Spicher • Produttore

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Il bello della condivisione

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- Coprodotto dalla Francia e dal Belgio, Home è un progetto d’iniziativa svizzera guidato da Thierry Spicher ed Elena Tatti

Intervista: Thierry  Spicher • Produttore

Dopo il primo lungometraggio di finzione per il grande schermo di Jean-Stéphane Bron (Mon frère se marie [+leggi anche:
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), Thierry Spicher ed Elena Tatti hanno prodotto quello di Ursula Meier (Home [+leggi anche:
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) sotto l’insegna di Box Productions. Mentre il film esce nella Svizzera romanza (distribuzione Filmcoopi Zürich AG) e in Francia (Diaphana Distribution), altre due produzioni della loro giovane società stanno per essere completate: Alexander Ivul di Andrew Kötting e Les héritiers de la Comtesse di Donatella Bernardi.

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Cineuropa: Che cosa l’ha colpita del progetto di Ursula Meier?
Innanzitutto Ursula stessa, la sua personalità generosa e stimolante, la sua volontà di portare avanti il progetto; e i suoi film precedenti: i cortometraggi, i documentari e il telefilm Des épaules solides. Quando è venuta da noi, tre anni fa, il progetto aveva già lunghi trascorsi: la sua sceneggiatura ha ricevuto un premio nel 1997! E’ di fatto un’opera prima molto personale, il trattamento lo ha scritto da sola, prima di lavorare con diversi sceneggiatori. La sua scrittura affascinante, che ti prende immediatamente, non poteva che generare un film in asse con quello che la regista è: girato "da vicino", molto centrato sui corpi, che alterna inquadrature larghe a inquadrature strette...

E’ stato difficile raccogliere i 5,5 milioni di euro di budget?
Sì e no. Abbiamo cominciato con gli aiuti pubblici e gli altri partner sono seguiti a cascata, come al solito. Il budget è stato chiuso due settimane prima dell’inizio delle riprese, con l’anticipo sugli incassi di Eurimages. A volte vale per la produzione di un film lo stesso che per il suo destino una volta terminato: non sai mai quello che potrà succedere. Noi abbiamo potuto contare sull'esperienza del coproduttore francese Archipel 35, che ha al suo attivo una trentina di film e una Palma d’Oro per L’Enfant [+leggi anche:
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intervista: Luc & Jean-Pierre Dardenne
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dei fratelli Dardenne. Anche la partecipazione di Isabelle Huppert e di Olivier Gourmet ci ha aiutati a completare il finanziamento, ma questo film si è imposto soprattutto per la sua sceneggiatura e la reputazione di Ursula Meier.

Come ha mantenuto il comando coproducendo Home con la Francia e il Belgio?
In Svizzera, abbiamo fatto capire che avremmo potuto avere un ruolo importante a condizione di raggiungere il massimo dei finanziamenti disponibili, che comunque non superano il 35 % del budget. E con i nostri colleghi europei, abbiamo messo su una vera coproduzione. Finanziariamente, questo significa che si condivide tutto: i nostri territori, i rischi di sforamento, ecc. Abbiamo anche provato a spartirci il lavoro secondo le rispettive competenze. Box Productions si è incaricata della preparazione, Archipel 35 ha guidato le riprese e i belgi di Need Productions la post-produzione. Di fatto, siamo riusciti a mantenere il controllo proprio perché abbiamo deciso di condividerlo.

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