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Intervista: Adrian Sitaru • Regista

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La camera soggettiva è il futuro del cinema

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- Adrian Sitaru, 37 anni si è fatto conoscere grazie al suo cortometraggio Waves, vincitore della sezione “Pardi del domani” al Festival di Locarno 2007

Intervista: Adrian  Sitaru  • Regista

Adrian Sitaru, 37 anni, originario della città di Deva in Transilvania, si è fatto conoscere grazie al suo cortometraggio Waves, vincitore della sezione “Pardi del domani” al Festival di Locarno 2007. Dopo essere stato proiettato in diversi festival europei come work in progress romeno, il suo primo lungometraggio, Hooked [+leggi anche:
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, è diventato una coproduzione con la società francese Movie Partners in Motion Film e il canale Arte, che hanno finanziato la post-produzione del film. Hooked è stato presentato in anteprima alle Giornate degli Autori dell'ultima Mostra di Venezia e ha poi conquistato l'Alexander d'argento-Premio speciale della giuria e il premio della migliore attrice, vinto ex-aequo dalle sue interpreti femminili (Ioana Flora e Maria Dinulescu) al Festival di Salonicco.

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Cineuropa: A quanto ammonta il budget di Hooked?
Adrian Sitaru: Penso che le risorse di cui mi sono servito durante le riprese ammontino a 100 000 €, cifra che comprende il compenso degli attori, dei cameramen e dei fonici, il noleggio dell'attrezzatura e il mio compenso come sceneggiatore e regista. Tuttavia, avendo girato in maniera molto semplice, alla fine abbiamo speso ancora meno.
Detto questo, non mi esimerò dal ricompensare tutti coloro che hanno recitato nel film o ci hanno prestato l'attrezzatura, ora che il lungometraggio è stato venduto in almeno otto paesi europei. E' per questo che, realisticamente, stimo il budget della pre-produzione e della produzione del film intorno ai 100 000 €.

Come ha scelto Adrian Titieni, Ioana Flora e Maria Dinulescu per i ruoli principali?
Avevo già in mente Adrian Titieni quando ho scritto la sceneggiatura. Abbiamo comunque fatto dei provini e ho visto due o tre buoni candidati, ma Adrian restava la scelta migliore per questo ruolo. Per quanto riguarda i ruoli femminili, ero più indeciso, fino a quando non ho visto Ioana recitare in alcuni spettacoli a Bucarest. Per il personaggio più delicato, avevo ancora dei dubbi. Ho dovuto fare diversi provini prima di trovare un'attrice che potesse andare bene, e poi abbiamo cominciato le riprese. Purtroppo, dopo qualche giorno ho dovuto annullare tutto perché l'attrice che avevamo scelto non si era affatto adattata al ruolo e ho dovuto fare altri provini. Adrian mi ha detto di chiamare Maria, la quale è venuta a fare il provino e mi sono reso conto che era esattamente il genere di attrice naturale ed estroversa che cercavo.

All'inizio, che cosa si aspettava da questo film?
All'inizio lo consideravamo un film studentesco. Non mi aspettavo che facesse tanta strada. Sono andato dagli attori e dal direttore della fotografia Adrian Silisteanu a chiedere la loro collaborazione per questo progetto, dicendo loro che al momento non disponevo di molti soldi, visto che ero io che finanziavo il tutto. Vedevo davvero Hooked come un esperimento; il primo montaggio l'ho fatto io stesso dopo dieci giorni di riprese. E' soltanto in seguito, quando l'ho mostrato ad alcune persone che mi hanno detto che il film aveva buone opportunità, che ho cominciato a pensare che valeva qualcosa.

Ha deciso fin dall'inizio di girare in soggettiva?
La prima versione della sceneggiatura raccontava la storia attraverso lo sguardo di ciascun protagonista, ma mi son detto che il risultato sarebbe stato noioso e prevedibile. Allora ho optato per una struttura classica, distaccata, che si è rivelata però troppo fredda. Dopo diverse versioni, ho deciso di combinare i punti di vista di tutti e di dare al film questo aspetto da videogioco. Credo che fosse la scelta migliore per questa storia.
Comunque sia, penso che la camera soggettiva sia il vero futuro del cinema. Dolby Surround Sound, 3D, IMAX, camera a spalla: tutte queste tecniche, utilizzate oggi sia nella pubblicità che nel cinema d'autore, ne sono la dimostrazione.

In che cosa la versione definitiva di Hooked si differenzia dalla versione work in progress?
La struttura è la stessa, eccetto qualche dettaglio, ma a livello tecnico è un altro film. Se si pensa che Hooked è stato girato in MiniDV, l'immagine e il suono della versione definitiva sono incredibili. I nostri produttori francesi hanno fatto un lavoro di correzione dei colori e del suono formidabile. Hanno reinventato, si può dire, tutti i rumori di fondo, perché avevamo registrato solo i dialoghi, talvolta disturbati da rumori esterni o dal motore di una macchina. Ora il mio progetto ha l'aria di un vero film e sono veramente riconoscente ai miei produttori per aver reso possibile questo incredibile lavoro tecnico.

photogallery

titolo internazionale: Hooked
titolo originale: Pescuit sportiv
paese: Romania, Francia
anno: 2008
regia: Adrian Sitaru
sceneggiatura: Adrian Sitaru
cast: Adrian Titienu, Ioanna Flora, Maria Dinulescu

premi/partecipazioni principali

Venezia 2008 Venice Days - Giornate degli Autori
cinando

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