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Intervista: Gracia Querejeta • Regista

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"Esorcizzo le paure"

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- La cineasta ha ottenuto quattro premi – incluso quello del miglior film – all'ultimo festival del Cinema Spagnolo di Malaga con 15 anni e un giorno.

Intervista: Gracia Querejeta  • Regista

Cineuropa: Perché tanto interesse non solo per la famiglia, cosa ricorrente nel suo curriculum, ma specialmente per gli adolescenti, tema che ha trattato anche nel suo film precedente Héctor?
Gracia Querejeta: Mi interessa molto il conflitto che vivono, è molto attraente a livello di scrittura rispetto alle altre età. E' un momento di cambiamento, in cui si comincia a tracciare un sentiero: si va di qua o di là, sotto ogni aspetto, non solo negli studi. Tutto ciò che è conflitto è sempre interessante, meno piatto.

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Le età di transizione sono le più complicate?
Sì, le età cerniere, come le chiamo io; succede anche quando arrivi alla maturità e devi prenderti cura dei tuoi genitori e dei tuoi figli, non ancora sufficientemente maturi per volare ed essere indipendenti. E' un problema sociale ed economico.

Ti piace offrire soluzioni o preferisci porre domande con i tuoi film?
La mia in questo caso è un stretta necessità di sdrammatizzare. Nei miei film, metto i personaggi in situazioni tremende, però lascio un margine alla speranza: non bisogna farsi paralizzare dai problemi.

Alcuni adolescenti, come si vede nel suo film, cercano il rischio.
Sì, perché a quella età non si ha una coscienza chiara del pericolo. Il vero passaggio all'età adulta avviene con la comparsa della paura, anche se io sono stata una bambina ipocondriaca, ma ero un'eccezione.

Come riesce un adulto a penetrare nel mondo adolescente per poi poter mostrare la sua essenza sullo schermo?
Avendone uno in casa: mio figlio si riconosce nei dialoghi del film, anche se non ha passato nulla di simile a ciò che vi si racconta. Anche la figlia del co-sceneggiatore, Santos Mercero, era adolescente quando abbiamo scritto il soggetto di 15 anni e un giorno [+leggi anche:
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Il personaggio del nonno è un tipo chiuso emotivamente. Agli uomini continua a mancare questo… Non ci educano a mostrare i nostri sentimenti?
Non si viene educati a questo e l'uomo finisce per sfogare le emozioni in un altro tipo di cose, le ulcere, o continuano a uscire in modo ovvio dopo aver tirato la corda; in questo, noi donne siamo più aperte nel dire quello che ci succede. Ad ogni modo, questo è un uomo particolarmente testardo, non è il prototipo dell'uomo del momento, è un po' eremita, particolare e solitario, un po' strano. Ora i genitori sono più aperti; da bambina, ricordo che i miei genitori adottavano un modello educativo che era un'eccezione rispetto a quello che vedevo intorno, ma ora le cose sono cambiate in meglio. Ma devono continuare a cambiare, perché non sono cambiate abbastanza.

Che cosa le ha insegnato questo film come madre e come cineasta?
Ogni film è un viaggio e queste risposte arrivano col tempo. Come madre, esorcizzo le paure.

Come ha influito il suo recente lavoro in serie tv al momento di affrontare una nuova produzione cinematografica?
Ora, in generale, nel cinema spagnolo si gira molto più velocemente rispetto a prima e con meno soldi: sono i tempi che corrono. E l'esperienza lavorativa in televisione mi è servita molto, perché anche se quello della tv è un mondo complicato, se ne prendi il ritmo si trasforma in una scuola stupenda. Se non sei un regista star, devi essere camaleontico e adattarti. E non difendo il cinema low-cost: ogni pellicola necessita certe cose, il proprio tempo, anche se devi imparare a saper rinunciare senza troppo dolore, e che questo non intacchi la storia che intendi raccontare. Continuerò a fare televisione e qualche cortometraggio, e spero di metter su presto un altro progetto cinematografico.

Come è stato girare per la prima volta senza la produzione di suo padre, Elías Querejeta, scomparso di recente?
Elías aveva un metodo diverso da quello di Gerardo Herrero, il produttore del film, ma mi sono adattata bene. Farlo per tanto tempo con mio padre mi è servito a forgiare parametri interiori che poi ti facilitano in altre cose. E questa struttura interna è molto più flessibile di quanto si creda.

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titolo internazionale: 15 Years + 1 Day
titolo originale: 15 años y un día
paese: Spagna
rivenditore estero: Latido Films
anno: 2013
regia: Gracia Querejeta
sceneggiatura: Gracia Querejeta, Santos Mercero
cast: Maribel Verdú, Arón Piper, Belén López, Susi Sánchez, Fernando Valverde

premi/partecipazioni principali

Festival de Málaga 2013 
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