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Video: Luca Guadagnino - regista

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Video intervista - Festival Des Arcs

Luca Guadagnino - regista

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Incontro con il regista italiano al Festival di Les Arcs 2009

Dopo la presentazione nella sezione Orizzonti della Mostra di Venezia 2009, Io sono l'amore [+leggi anche:
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intervista: Luca Guadagnino - regista
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del regista italiano Luca Guadagnino è stato proiettato nella sezione ufficiale del Les Arcs Film Festival 2009.

Il titolo del film
Luca Guadagnino: L'ho chiamato così per via del libro "Iraq" del filosofo Slavoj Žižek nel quale l'autore afferma delle cose molto interessanti su come si possa porre fine alla guerra in Iraq: citando Martin Luther King Žižek dice che l'amore è trovare il sublime nella vita di tutti i giorni. O come direbbe un altro filosofo, Alain Badiou, il vero amore è nel modo in cui tu riconosci la differenza nell'altro (you allow the difference in the other). Perché questo film è sulla complessità della gente che cerca di negare (deny) gli altri e se stessi per diverse ragioni, per lo più per ragioni capitalistiche. Ho sentito che in un certo modo le affermazioni di quei due grandi filosofi mi aiutavano a dare un titolo che non fosse un giudizio, in modo che chiunque nel film può dire "io sono l'amore": qualcuno riesce ad esserlo, qualcuno no.

L'inspirazione
Non procedo mai con una tesi, sono un artigiano, un contadino che fa il raccolto (harvest) delle idee così come vengono, in modo molto semplice e diretto. Poi mentre stai lavorando da tempo a qualcosa, leggi un libro e hai altre idee, pensi di non essere arrivato a quello che intendevi dire, e forse ancora dopo il film non ci sono arrivato...

I produttori
Abbiamo molti produttori in questo film ed i più eroici sono Marco Morabito e Massimiliano Violante, che in sostanza hanno alimentato il progetto fin dall'inizio, dalla prima pagina della sceneggiatura che stavo scrivendo. Hanno nutrito questo progetto con incredibile spinta, costanza e durata. A loro si deve la riuscita del progetto. Tilda [Swinton] ed io abbiamo un rapporto d'amicizia molto molto forte. Non credo che lei sia semplicemente un'attrice, credo che sia una cineasta, una filmmaker. E quando ci siamo incontrati per discutere del film, non era semplicemente come se fosse stata assunta per recitare, ma è rimasta coinvolta nel progetto, è diventata organica ad esso, ed il suo aiuto nella realizzazione del film è stato così grande che è stato naturale che lei fosse uno dei produttori. Io tendo ad avere un rapporto con i produttori che sono fonte d'ispirazione e cerco di evitare conflitti.

Il personaggio di Tilda Swinton
Non ho problemi di paternità (authorship), di ego, di virilità. Non saprei come dire su questo argomento, penso che il personaggio di Tilda sia uscito dal film.

Le didascalie che indicano i luoghi del film
Mi piace la grafica, imparare come si scrive una parola: da quando ho visto la prima volta i film di Jean-Luc Godard sono rimasto colpito dalle grandi scritte sui film. L'ho fatto nel vecchio stile dei thriller internazionali, quando vedi le scritte dei luoghi dove si svolge l'azione.

La scena hitchcockiana dell'inseguimento
Non ho idea, posso solo dire che il cinema può essere "hitchcockiano" oppure "rosselliniano", penso che questi due grandi maestri siano una sorta di fonte generativa di cinema. Mi piace pensare che il mio film sia ispirato da entrambi e in qualche modo questa donna - che è un mistero perché è russa e non puoi mai capire una donna russa, ed è bionda e non puoi mai capire una donna bionda - cade in questa ossessione nei confronto di un ragazzo e lo cerca, lo insegue. Quando hai due personaggi che si inseguono devi permettere al pubblico di capire bene la geografia degli spazi e i movimenti di ognuno. Questa è il compito del regista. In questo la lezione di Hitchcock è così unica, è al massimo livello. Io ho cercato, inconsciamente e con cognizione, di riprodurre quella lezione per girare la scena.

L'importanza del cibo e del mangiare
L'elemento del cibo rappresenta la possibilità di dare a qualcun altro quello che tu effettivamente hai creato, che è un regalo e allo stesso tempo qualcosa che ti nutre. E' una esperienza culturale, sensuale ed emozionale. Amo il modo in cui puoi affermare qualcosa attraverso il cibo e il processo del cucinare. E penso che l'idea di avere una donna che possiede tutto, che segue semplicemente questo giovane che è un cuoco geniale e che non ha nulla a parte la sua abilità nel nutrire la gente ed esprimere l'amore attraverso questa arte, era un modo carino di dire che possiamo sopravvivere al capitalismo.

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