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Princess of Egypt, una storia universale sull'amore

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Jan Forsström • Regista

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- Princess of Egypt, il film d'esordio del regista finlandese Jan Forsström ha vinto il 32° Bergamo Film Meeting

Jan Forsström • Regista

"Sono uno sceneggiatore prima di essere regista". Rivendica il suo background nella letteratura il finlandese Jan Forsström, la cui opera prima Princess of Egypt [+leggi anche:
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è statamolto apprezzata dal pubblico del Bergamo Film Meeting, che gli ha assegnato la vittoria.

"All'inizio non pensavo di avere talento per l'immagine, e ho cominciato a scrivere, ho scritto sceneggiature per molti cortometraggi e per tre lungometraggi, prima che qualcuno mi chiedesse: perché non provi a dirigere? Poi mi sono imbattuto in questa storia così personale, e non sapeva a chi affidarla. Ho semplicemente deciso di girarla io, ed è stata una bellissima esperienza, spero di continuare a fare il regista".

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Uno spettatore domanda come abbia fatto senza esperienza a dirigere così bene  la piccola Luna Leinonen Botero. "L'essenziale è trovare la bambina giusta!", risponde Forsström. "Questa bambina era fantastica. Non essendo finlandese, non ce n'erano molte tra cui poter scegliere. Era importante trovare la combinazione giusta tra la figlia e chi interpretava la madre. Sono stato molto franco nel raccontarle quello che succedeva nel film, nessuna manipolazione. E poiché stava imparando a leggere le ho fatto leggere tutta la sceneggiatura!"

Il film racconta della ventisettenne Marja che vive da sola con la piccola figlia Julia e dopo aver incontrato quello che si rivela essere suo padre inizia a perdere il controllo. Princess of Egypt sembra andare in una direzione, poi cambia e il rapporto madre/figlia diventa patologico. "Si - ammette Jan Forsström - all'inizio volevo rappresentare solo un grande amore, non volevo che ci fosse subito la rappresentazione di una madre problematica, ma solo i lati positivi della relazione. Dal punto di vista drammaturgico  dovevo rappresentare una traettoria, giocando con le aspettative degli spettatori, all'inizio spaventato dalla figura del padre, senza semplificare troppo la storia.

La regista Solveig Anspach, presente al festival, è affascinata dalla madre della bambina Emmi Parviainen, e si chiede se sia un'attrice professionista. "L'ho trovata all'Accademia di teatro di Helsinki", spiega il regista. "Viene da una famiglia di artisti, padre commediografo, madre attrice. Ho fatto varie prove di interazione con la bambina, e funzionava molto bene. Adesso è una star del teatro in Finlandia ma presto lo sarò anche a cinema".

Princess of Egyptnon è un film intimista, ha un aspetto sociale molto importante. "Volevo che fosse essenzialmente un film psicologico, una storia universale di come un amore può andare male, diventare un amore possessivo. Ha un aspetto sociologico e politico: la madre viene da una famiglia non ricca di una regione del nord. Si è trasferita a Helsinki, dove non conosce nessuno, non ha amici. Anche io vengo dal nord, so cosa significa vivere in una grande città. Anche se non è al centro della storia, volevo lasciar trasparire come la paura del diverso possa montare anche nella società finlandese. Alle ultime elezioni a vincere è stata la destra populista e siamo piuttosto spaventati...

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