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“Il pubblico sente se sei sincero”

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Maya Vitkova • Regista

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- Dopo la selezione del suo debutto Viktoria al Sundance e a Rotterdam, Maya Vitkova è diventata la giovane star del cinema bulgaro.

Maya Vitkova  • Regista

Nata a Sofia nel 1978, Maya Vitkova ha lavorato ad un’altra nota produzione locale: è stata infatti produttore esecutivo di Eastern Plays di Kamen Kalev, selezionato in Quinzaine des Réalizateurs a Cannes. Dopo aver creato la sua casa di produzione Viktoria Films, ha diretto vari corti molto popolari, selezionati in decine di festival di tutto il mondo. In Viktoria [+leggi anche:
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, guarda a tre decenni di storia bulgara attraverso gli occhi di una famiglia disfunzionale.

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Cineuropa: Viktoria è un film molto ambizioso. Quando è stata la prima volta che ha pensato alla storia, e quanto tempo ha impiegato per portarla sullo schermo?

Maya Vitkova: In tutta onestà non avevo pensato alla storia, ma una sera mi sono seduta e ho scritto un trattamento di 18 pagine. Era il 2005, a febbraio. A ottobre avevo la prima bozza, e poi l’ho riscritta fino a quando non ho iniziato la pre-produzione nel febbraio 2012. Lo script di Viktoria è stato importantissimo per me, perchè non volevo iniziare a girare una storia che avesse ancora delle questioni irrisolte. Ho tagliato delle scene prima di girare, e ho rilavorato nuovamente lo script prima di andare in produzione. Era essenziale che la storia fosse fresca, piacevole e commovente, per realizzarla col mio massimo potenziale.

Il film è basato su eventi realmente accaduti. Quali sono gli eventi avvenuti davvero e come li ha modificati per la sceneggiatura?

Gli eventi politici sono veri, diamo anche le date nel film. Ci sono numerose situazioni chiave nella relazione madre-figlia che arrivano da mie esperienze personali. Non volevo evidenziarle, non è un film su di me, ma ispirato da eventi reali. Li ho modificati, e l’ho fatto nel modo che ritenevo migliore per la storia. Non volevo problemi nell’usare o meno certi eventi, e da qui la distanza che ho messo tra me e la storia di Viktoria. È difficile parlare della propria vita, ma è più semplice fingere che si tratti della vita di un altro e ha funzionato per Viktoria e me.

Il cinema bulgaro è solitamente dominato da cineasti uomini. Ha un messaggio per le altre registe in attesa di debuttare?

Non è solo un problema del cinema bulgaro, penso. Il cinema mondiale è dominato dagli uomini, e penso che il messaggio più importante da dare alle altre filmmaker sia di non aspettare: devi fare il tuo film quando è importante per te, per metterci il cuore. Il pubblico sente quando sei sincero, ne sono certa. E allora bisogna combattere per la propria storia, esprimere se stessi e poi presentarlo alla gente. Non aspettare, fai del tuo meglio: funzionerà. E se non questa, la prossima volta. Se vuoi fare film devi prima imparare a cadere e rialzarti, continuamente. Fare film è come la boxe, non si vince sempre, spesso prendi solo pugni sul viso e il corpo ti fa male, ma continui ad amarla...

Viktoria ha un’art direction eccezionale. Molti drammi in costume a basso budget utilizzano perlopiù sequenze d’interni, ma lei ha girato molto all’aperto. Come ci è riuscita?

Volevamo farlo davvero, e per questo abbiamo scelto queste location e il CGI. Abbiamo filmato luoghi molto diversi da com’erano durante il comunismo, e poi, finito il montaggio, abbiamo dato le scene ad un artista CGI dicendogli cosa bisognava cambiare. Il CGI nel film è complicato e molto dettagliato: per finire le 80 scene ci sono voluti quattro mesi, ma non rimpiango nulla. Da produttore non ho risparmiato sulle location più care, perchè il valore produttivo non ha prezzo, e ho cercato di compensare in maniera diversa. Ho pagato location costosissime, perchè il regista di Viktoria lo chiedeva. Puoi dire di no a te stesso?

(Tradotto dall'inglese)

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