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"In Svizzera si produce, si fa cinema, si ha uno sguardo attento ai progetti di qualità"

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Tiziana Soudani • Produttrice

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- Dopo il grande successo a Cannes di Le meraviglie di Alice Rohrwacher, Tiziana Soudani si prepara ad affrontare con determinazione e uno sguardo innovativo altri entusiasmanti progetti

Tiziana Soudani • Produttrice

Tiziana Soudani è la fondatrice della propria casa di produzione, Amka Films, nata nel 1987. Amka Films ha sede nel Canton Ticino, la regione italofona della Svizzera. Partendo da produzioni centrate principalmente sull’Africa, la casa di produzione ticinese si è in seguito aperta ai film d’autore allargando i suoi orizzonti al cinema europeo. Il 2014 è stato un anno decisivo per Amka Films che è stata gratificata con il prestigioso Grand Prix della giuria al Festival di Cannes dato al film di Alice Rohrwacher Le meraviglie [+leggi anche:
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, coprodotto proprio dalla casa di produzione svizzera italiana. Dopo gli studi in lingue e gestione aziendale, Tiziana Soudani ha lavorato dal 1992 al 1995 come assistente alla direzione del Festival internazionale del film di Locarno e coordinatrice della fondazione “Montecinemaverità”. Dal 2000 al 2001 è stata responsabile per l’ EXPO2002 della produzione di 143 film documentari del progetto ONOMA. Dal 2000 insegna produzione al “Conservatorio di scienze audiovisive” (CISA) di Lugano.

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Cineuropa: Potrebbe presentarci brevemente Amka Films ? Qual è il vostro « credo », il filo conduttore delle vostre produzioni?
Tiziana Soudani: Amka Films è una casa di produzione svizzera (ticinese), nata nel 1987. Inizialmente è nata per produrre solo film legati all’Africa, di registi africani, oppure lavori di mio marito (Mohammed Soudani) ma sempre realizzati in Africa. Poco a poco ci siamo però spinti verso la produzione europea. Mi rendo sempre più conto che la mia linea conduttrice sono i film d’autore perché sono quelli che mi coinvolgono maggiormente, che mi entrano nella pelle. In effetti quando leggo una sceneggiatura mi baso molto sulle emozioni.

Cosa rappresenta per Amka Films il Grand Prix della giuria andato al film Le meraviglie di Alice Rohrwacher?
E indubbiamente un grande traguardo. Per una giovane regista al suo secondo film essere già selezionata in un concorso a Cannes e per di piu vincere anche il Grand Prix della giuria è una grande emozione, bisogna ammetterlo. Ma io sono soprattutto fiera per noi, per il Ticino, per la Svizzera. Essere presenti in questo momento un po’ difficile, a causa del fatto che non facciamo più parte del programma Media e dei risultati della votazione del 9 febbraio (sulla limitazione dell’immigrazione di massa), è molto importante. Significa che comunque in Svizzera si produce, si fa cinema, si ha uno sguardo particolarmente attento ai progetti di qualità. Siamo un piccolo paese circondato dall’Europa, siamo nell’Europa anche se non ne facciamo politicamente parte. Questo premio sottolinea il fatto che anche in Svizzera si fa cinema, si crea con uno sguardo volto anche verso l’esterno. Personalmente penso che sia veramente importante essere presenti sulla scena cinematografica internazionale. Collaborare con l’Europa è importante anche per crescere, per arricchirsi culturalmente.

Com’è nata la collaborazione con Alice Rohrwacher? Cosa vi ha sedotto nel suo modo di “fare cinema”?Prima di conoscere Alice ho conosciuto il produttore italiano che mi ha proposto il progetto Corpo celeste (primo lungometraggio della regista). Leggendo la sceneggiatura si intravedeva quali erano le sue intenzioni anche se non è stato facile per me immaginare quello che sarebbe stato il suo film in quel momento. Si intravedeva però immediatamente che era impregnata di qualcosa di speciale, intuizione che è stata confermata quando ho conosciuto Alice. Quando si conosce personalmente qualcuno ci si rende veramente conto di qual è la sua sensibilità, il suo sguardo personale e da qui si sviluppa un rapporto di fiducia. Non avendo visto i suoi film precedenti (prima di Corpo celeste) mi sono lasciata trasportare dalla personalità che emanava. Sentivo che aveva una forza particolare, anche nel modo di girare, nel modo di raccontare una storia, di spiegare le sue intenzioni. Incontrarla è stato davvero decisivo. In seguito ho conosciuto anche la sua famiglia che è molto presente, una vera famiglia artistica dalla quale emergono due sorelle (Alice e Alba), una regista e l’altra attrice, entrambe ricche di un bagaglio di qualità e di forza non da poco. Le due sorelle sono molto legate, lo vedi, c’è qualcosa di speciale tra di loro, come se non avessero bisogno di parlarsi.

Potrebbe parlarci brevemente dei vostri progetti futuri?                                   
In questo momento stiamo sviluppando due sceneggiature di due giovani autori che vengono dal mondo del documentario. In luglio cominceranno anche le riprese di un documentario per il cinema, una coproduzione con l’Italia. Un documentario molto interessante che, partendo dal CERN, sviluppa una riflessione sul senso della bellezza tra scienza e arte. E un progetto molto ambizioso, molto bello, di Valerio Jalongo che si intitola Particelle di Dio. In parallelo stiamo sviluppando un documentario per il cinema sul ruolo delle donne in Africa. Alla fine di giugno cominceranno anche le riprese (una coproduzione minoritaria) del prossimo film di Marco Bellocchio. Poi (ancora in sviluppo) stiamo portando avanti dei documentari di due giovani promettenti registi. Per Amka Films il 2014 è l’anno di sviluppo, un anno di duro lavoro.

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