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Tra realtà e finzione

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Bettina Blümner • Regista

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- La regista Bettina Blümner, che risiede a Berlino, parla del suo ultimo film, del suo debutto e delle influenze che hanno marcato i suoi lavori

Bettina Blümner • Regista

“Reputo assolutamente affascinante mescolare documentario e finzione, dice la regista Bettina Blümner. Ciò corrisponde alla mia visione della vita. È importante per me che lo spettatore non percepisca la messa in scena, che i miei film diano un’impressione di naturalezza, esprimendo la mia interpretazione della storia. Non sono dogmatica, per questo mi piace utilizzare la musica nei miei film. Cerco di non concentrarmi troppo sull’aspetto drammatico: è importante per me far uscire l’umorismo nelle situazioni drammatiche, e al contrario, sottolineare i momenti drammatici in una commedia”.

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La popolarità di Blümner è nata dopo il suo primo film, Pool of Princesses. Era un documentario, mentre l’opera successiva, Broken Glass Park [+leggi anche:
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, era un film di finzione. Nel suo ultimo film, Parcours d’amour, torna al genere documentaristico. “I miei film hanno tutti qualcosa di forte in comune: dipingono il ritratto di una generazione e mostrano come questa cresca e si sviluppi. La protagonista di Broken Glass Park è molto sincera con se stessa. Segue il cammino che il suo cuore le dice di seguire. Ha grande fiducia in se stessa, sa di voler partire, ma non sa dove andare esattamente”. Questa descrizione potrebbe anche adattarsi ai tre amici che la regista ha seguito e osservato in Pool of Princesses: “È il momento in cui uno cresce, quando si diventa adulti. Era divertente raccontare delle storie sulla scoperta del mondo. Vi ricordate anche voi della vostra adolescenza: si pensa sempre che tutto sia migliore nelle altre famiglie”.

Bettina Blümner non pensa che la differenza tra il genere della finzione e quello del documentario sia molto profonda: “Un film è un film”, dice la regista. Ciononostante, è cosciente della differenza tra la garanzia di realtà di un documentario e le realtà immaginate. Sottolinea che Pool of Princesses è stato realizzato in modo molto simile a una finzione, poiché in questo film lei ha riportato le sue osservazioni in modo drammatico.

Quando le chiediamo come è diventata regista, Blümner ricorda i suoi anni di scuola, durante i quali ha visto molte opere decisive – La Trilogia dei Colori di Kieslowki l’ha particolarmente segnata all’epoca. E parla anche di suo padre: “Lui mi ha insegnato a guardare le cose da un punto di vista fotografico”. Ed è così che ha cominciato a fare foto e a girare film. “Amo raccontare storie, le parole sono divenute importanti per me. Dei buoni dialoghi sono rari, ma rendono affascinanti molti film”, sottolinea. Richard Linklater è uno dei registi che lei stima particolarmente: “Mi è piaciuto molto Boyhood, e, in generale, adoro il suo approccio: amo i film che includono degli elementi del documentario, e, al contrario, i documentari con un tocco di finzione". Blümner adora sperimentare cose nuove: “Ogni film è una nuova sfida e io adoro mettermi alla prova. Mi piace lavorare in un ambiente al quale sono abituata, ma anche in un nuovo luogo stimolante. Adoro quando mi propongono delle nuove idee e del materiale interessante”.

I film di Blümner riflettono tutti un certo ottimismo, hanno uno humor e una maturità poco comune per un film tedesco, il tutto con l’aggiunta di sagacia e senso pratico, senza perdere il loro tocco di follia o la loro “prospettiva speciale”, qui e là. Per Parcours d’amour, per esempio, Blümner racconta: “Sono arrivata per caso sul soggetto dei cafés de danse durante la fase di scrittura del film, e ho sempre voluto fare un film a Parigi. Così ho realizzato questo film”.

Parcours d’amour sarà proiettato a Montreal e a Zurigo. È stato presentato a Hof a fine ottobre. Blümner ha diversi progetti sui quali lavora da tempo, e altri che sta sviluppando al momento. E quando crede davvero in un progetto, lo realizza con un’immensa passione, nella vita vera come in quella fittizia.

(Tradotto dall'inglese)

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