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"C'è bisogno di una maggiore educazione al cinema per i giovani europei"

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Teresa Villaverde • Regista

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- Cineuropa ha incontrato la regista portoghese Teresa Villaverde al Bergamo Film Meeting

Teresa Villaverde  • Regista
(© Enric Vives-Rubio/Publico)

"Il mio prossimo film sarà chiamato Colo, una parola che significa molte cose in portoghese ed è quasi intraducibile in altre lingue." Teresa Villaverde - ospite al Bergamo Film Meeting - appartiene alla prima generazione di cineasti portoghesi diplomati alla Escola Superior de Teatro e Cinema; attiva dagli anni '90, la Villaverde si sforza di creare film d'autore ed è oggi una delle figure più importanti del cinema portoghese. Il suo prossimo progetto descrive gli effetti che la disoccupazione ha su una famiglia portoghese odierna. Le riprese del film inizieranno a settembre o ottobre, nove anni dopo l'ultimo titolo della regista, Trance [+leggi anche:
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. "Concluderemo i casting nei prossimi giorni, e stiamo cercando di trovare altre fonti di finanziamento in Europa." La società francese indipendente Sedna Films (Pitchipoï [+leggi anche:
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) sarà co-produttrice, sostenendo la società della regista portoghese, Alce Filmes. L'ICA - Istituto do Cinema e do Audiovisual ha concesso €600.000 in finanziamenti al progetto. Pertanto, dopo anni di tagli agli investimenti pubblici alla cultura e di congelamento delle sovvenzioni della ICA, l'industria cinematografica portoghese è di nuovo in piedi, ancora una volta.

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"In molte città del Portogallo i piccoli cinema stanno chiudendo", spiega a Cineuropa. "Il novanta per cento dei film viene da Hollywood, e gli stessi titoli sono in tutti i multiplex. In Portogallo, i giovani non guardano film portoghesi; anche la lingua portoghese suona strana per loro! Il cinema europeo non è protetto, e nemmeno il cinema d'autore in generale. Non riusciamo a vedere film italiani. I proprietari dei cinema sono ora anche proprietari di grandi imprese di distribuzione, ed i proprietari di piccoli cinema che vogliono proiettare film d'autore hanno parecchi problemi finanziari. Bisogna prendere in considerazione di educare gli adolescenti. I giovani dovrebbero guardare film europei di qualità a scuola per imparare a vedere e a godersi il buon cinema. A questo punto, servirebbero anche alcune regole per fissare una quota legale per quanto riguarda i film europei e quelli nazionali."

Possono i partecipanti ai festival e ai premi cinematografici aiutare la distribuzione? "Il fatto che il tuo film sia stato selezionato a Cannes, Berlino o Venezia non significa che otterrà una buona distribuzione. Per esempio, un mio film vinse a Venezia, ma non è stato mai distribuito in Italia. " 

La Villaverde è a Bergamo per discutere le qualità uniche delle donne nel cinema europeo. "Non credo che si possa parlare di un modo speciale di fare film per le donne, di uno sguardo speciale. Ma ancora oggi, in molti Paesi, è più difficile per le donne fare film, ottenere i finanziamenti, e avere un'adeguata promozione e distribuzione. I festival dedicati alle donne possono essere una cosa sia buona che pericolosa...quest'idea di 'ghetto' è piuttosto brutta, ma allo stesso tempo dimostra che c'è un problema. In realtà, abbiamo molti più registi uomini che donne, ma il problema più grave è che chi prende le decisioni - sia in televisione che nei ministeri - sono in genere gli uomini."

(Tradotto dall'inglese)

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