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“Una realtà che sta collassando”

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Krzysztof Skonieczny • Regista

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- Il giovane regista polacco Krzysztof Skonieczny ha presentato il suo primo, inquietante lungometraggio, Hardkor Disko, al 16° Festival del cinema europeo di Lecce

Krzysztof Skonieczny  • Regista
© Monika Goldszmidt-Czarniak

Regista teatrale, sceneggiatore, produttore e attore (ha recitato nei film di Agnieszka Holland e Andrzej Wajda), Krzysztof Skonieczny debutta nella regia cinematografica con un ritratto crudo e inquietante della società polacca di oggi, tra edonismo e sballo (leggi l’articolo), in cui il misterioso protagonista, Marcin, regola i conti con la generazione dei propri genitori. Hardkor Disko [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Krzysztof Skonieczny
scheda film
]
è stato presentato in concorso al 16° Festival del cinema europeo di Lecce (13-18 aprile), dove abbiamo incontrato il regista. 

Cineuropa: Come è nato il personaggio di questo strano ed enigmatico killer?
Krzysztof Skonieczny: L’immagine di partenza è stata quella di un ragazzo che guarda dritto in camera esprimendo emozioni contrastanti: paura, sofferenza e molta rabbia. Poi volevo trovare una metafora, un modo simbolico per rappresentare il contrasto tra due generazioni, tra la generazione “hardkor”, quella dei più giovani, tutta adrenalina e stile di vita brutale, turbolento, e la generazione “disko”, quella dei miei genitori, più nostalgica del passato. Volevo che questo uomo arrivasse, entrasse in una realtà e diventasse come uno specchio di quella realtà. Una realtà che sta collassando. Marcin arriva come una bomba. E’ connesso con questa gente che uccide, in qualche modo. Ma questo è il mistero del film, sta allo spettatore immaginarlo. 

Qual è questa realtà di cui parla e che sta collassando?
I giovani affogano nell’edonismo, nell’autodistruzione, nel consumismo, abbiamo bruciato la nostra storia, i nostri ideali, abbiamo molto denaro, ma relazioni superficiali. Quest’uomo cerca la verità. La realtà di entrambe le generazioni sta collassando perché gli inganni sostituiscono la vita vera. Volevo che la gente provasse le proprie paure e passioni a causa di quest’uomo. E’ un film sul nostro passato, l’Europa comunista, e su come il capitalismo ha influito sulla nostra vita precedente. Ci sono troppe cose nell’ombra, Marcin vuole rivelare e ripulire questa realtà. 

Lo spettatore si chiede fino alla fine quale sia il motivo per cui il protagonista uccide proprio quelle persone. Non ha temuto di lasciarlo deluso dal non rivelarglielo?
Ogni informazione nel film c’è, inserita in modo gentile. C’è un percorso, lo devi seguire. Il perché non è la cosa principale in questo film. A un primo livello c’è questo ragazzo psicotico che uccide senza motivo, ma se vai più a fondo vedi padri, madri e figli, una bambina in un filmato VHS, dei dialoghi su una malattia di cuore in famiglia, strane connessioni. Non volevo scene informative. Molte persone rivedono il film una seconda volta e vedono che nel film c’è tutto. Siamo così abituati alla cultura pop, al cinema americano, seguiamo il plot, ma qui non è importante. Se presti attenzione il film ti si apre come una rosa. E’ uno specchio per lo spettatore, dipende dalle emozioni che hai dentro, le esperienze che hai fatto. Più dai a questo film e più esso ti restituisce. Sei tu che devi decidere, o sei in questo mondo o lo rifiuti. 

Quali sono i suoi riferimenti cinematografici?
Mi piacciono i film d’autore senza grandi trame, basati su emozioni ed esperienze. Tratto il cinema come un’arte, ammiro Gaspar Noé, Carlos Reygadas, Lars von Trier, grandi del passato come Pier Paolo Pasolini (in Hardkor Disko c’è qualcosa di Teorema), maestri polacchi come Kieslowski. O ancora Jim Jarmush e il suo modo di produrre in stile Nouvelle Vague francese, tra amici. Volevo che questo film restituisse il mio rispetto per il cinema del passato. Ma arriva anche il momento in cui i miei riferimenti li “uccido”, ai grandi autori taglio la testa, perché bisogna andare avanti con la sperimentazione, l’avanguardia. E’ una lotta tra vecchio e nuovo cinema. Rispetto entrambi ma rompo le regole. 

Il film è uscito in Polonia l’anno scorso e ha girato vari festival. Uscirà in altri paesi prossimamente?
Il film è prodotto in modo indipendente, con passione, cuore e muscoli. Stiamo lavorando sulla distribuzione e la promozione. Ho già ricevuto una ventina di premi in giro per il mondo, e abbiamo ancora diversi festival davanti. Vedo un futuro brillante per questo film fuori dalla Polonia, ma è ancora da definire.

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