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Sonja Heiss • Regista

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- Sonja Heiss ci racconta della sua ultima produzione, Hedi Schneider is Stuck: storia di vita quotidiana sull’impossibilità di raggiungere la felicità duratura

Sonja Heiss • Regista

Il titolo dell’ultima pellicola della regista berlinese Sonja Heiss é  Hedi Schneider is stuck [+leggi anche:
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intervista: Sonja Heiss
scheda film
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, e sin dal principio lo si comprende letteralmente: nella scena iniziale, l’ascensore che dovrebbe portare la vivace Hedi al piano del proprio ufficio si blocca all’improvviso. Ovviamente, viene soccorsa al più presto, ma la scena nell’ascensore riassume la sua situazione. Hedi è una madre lavoratrice la quale, essendo sempre di corsa tra il suo ufficio e l’asilo dei bambini e occupata con lavori domestici e visite ai parenti, è colpita da un attacco di panico che culmina in un enorme disturbo d’ansia. Per mesi e mesi, Hedi rimane bloccata da una sorta di paralisi.

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Questo secondo lungometraggio della regista tedesca Sonja Heiss, acuto, entusiasmante e allo stesso tempo molto serio, tratta degli effetti della malattia della protagonista sull’altrimenti felice nucleo familiare e sulla relazione con l’amato marito, Uli.

Alla domanda riguardante l’enorme pressione che grava sulle donne della sua generazione, che si presume sia ciò che ha scaturito la malattia di Hedi, la regista, che ha più o meno la stessa età della protagonista, ha riposto: “Non ho voluto dare  una motivazione definita, ma non conosco nessuno che riesca a realizzare tutto ciò che si era deciso di fare, anche in un giorno solo. Io stessa ho un elenco delle cose da fare che diventa sempre più lungo ogni giorno che passa. Siamo troppo stressate e ci poniamo obiettivi ambiziosi: pensiamo di dover essere madri perfette, avere successo sul lavoro e dobbiamo avere una vita sessuale soddisfacente poiché il tempo passa in fretta e la vita è cosi corta. Ma soprattutto dobbiamo essere incredibilmente felici.”

I protagonisti del primo lungometraggio di Sonja Heiss, Hotel Very Welcome, erano a loro volta alla ricerca, con scarso successo, della felicità. Con l’impiego di un team numericamente ristretto e di tecnologia basilare, Sonja è riuscita a realizzare un film di viaggio in India e Tailandia, in cui i suoi cinque attori protagonisti provenienti da Germania e Regno Unito sono stati chiamati a interagire, in situazioni reali, con attori inesperti scelti attraverso i casting. “Abbiamo sempre viaggiato con un singolo attore per un mese, filmando l’episodio e dopo arrivava il prossimo. Siamo stati in viaggio per quattro mesi perché non avevamo fondi per la preparazione, non cercavamo location e attori comprimari finché non raggiungevamo la destinazione. Ciò l’ha reso un film davvero economico”, ha spiegato la regista. “Il costo complessivo è stato di soli 350,000 euro. “Tuttavia il budget limitato è stato compensato da un grande impegno da parte di tute le persone coinvolte: “Le riprese sono state un'esperienza davvero estrema: una combinazione di caos, caldo, malattie, notti insonni, corruzione e altre situazioni pericolose”.

I suoi film operano in una linea sottile tra solennità ed esuberanza; Sonja Heiss evita pathos e cliché con mano sicura, senza accorgersene, o almeno cosi pare.

“ Penso che lo humor tedesco abbia una pessima reputazione a livello internazionale” ha affermato, “ ed è un peccato, poiché in Baviera e nella Germania del Nord si può ritrovare quell’umorismo all’inglese che io trovo fantastico – si può ritrovare anche a Berlino, di quando in quando, ” ha detto la regista scherzando.

Lo humor è strettamente collegato con il coraggio, crede la regista: ” Gli attori con cui ho lavorato avevano anche un proprio senso dell’umorismo in privato.

Soprattutto, avevano il coraggio di prendersi i propri rischi. In ogni ripresa in cui il loro obiettivo è essere divertenti, gli attori si prendono il rischio che nessuno possa ridere delle loro battute.”

Sonja Heiss al momento si sta dedicando alla scrittura di un libro– ancora una volta, sulla vita e sull’impossibilità di raggiungere la felicità eterna. Si tratta di una vicenda familiare, contenente anche elementi autobiografici?

“Certamente, c’è qualcosa legato alla mia vita in tutto ciò che faccio, compresa la raccolta di racconti che ho scritto, Happiness Runs Out. La propria vita è sempre una buona fonte di materiale artistico. Questo è uno dei lati pratici di questa professione: quando ti capitano brutte esperienze, almeno in seguito le puoi trasformare in arte.”.

(Tradotto dall'inglese)

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