La enfermedad del domingo (2018)
Lemonade (2018)
La Fête est finie (2017)
Nico, 1988 (2017)
Disappearance (2016)
Arrhythmia (2017)
L'affido (2017)
precedente
seguente
Scegli la lingua en | es | fr | it

email print share on facebook share on twitter share on google+

Marek Hovorka • Direttore del festival, Jihlava IDFF

"Un programma radicale e nuovi talenti"

di 

- Marek Hovorka, direttore e responsabile della programmazione del Jihlava International Documentary Film Festival, parla con Cineuropa del concept e degli obiettivi dell'imminente 19ma edizione

Marek Hovorka  • Direttore del festival, Jihlava IDFF

Abbiamo chiacchierato con Marek Hovorka, direttore e responsabile della programmazione del Jihlava International Documentary Film Festival, per saperne di più sul concept e sugli obiettivi della 19ma edizione dell'evento, che si svolgerà dal 27 ottobre al 1 novembre. 

Cineuropa: La direzione artistica del JIDFF è composta da tre persone: Petr Kubica, Andrea Slovakova e lei. Come gestisce tutti i vari programmi, e come avviene il processo di selezione? Quanti film invitate al festival, al contrario delle iscrizioni?
Marek Hovorka: Ci sono diversi metodi esistenti per l'organizzazione di un festival del cinema, ma non credo molto nella democrazia qui. Il JIDFF non è un festival per tutti i tipi di film; è per questo che siamo solo in tre in direzione artistica. Vogliamo avere un profilo chiaro incentrato sul cinema d'autore innovativo - da tre diverse prospettive geografiche e seguendo due linee di genere: dividiamo le nostre competizioni in Internazionale, Europea centro-orientale e Film cechi, e ci concentriamo su documentari e documentari sperimentali.

Non conosco la proporzione dei film iscritti o di quelli invitati, ma è sempre importante combinare la drammaturgia attiva con una mente aperta. Incoraggiamo i registi a presentare i loro film a Jihlava e, naturalmente, i film che non hanno ancora avuto le loro anteprime hanno molte più possibilità di essere selezionati. Nel programma di quest'anno, proietteremo 58 film in anteprima mondiale, nove in anteprima internazionale e 11 in anteprima europea. Ed è sempre una sorpresa interessante vedere la line-up finale. 

La sezione principale del festival, Opus Bonum, è costituita da documentari di ogni genere, lunghezza e origine. Qual è la principale linea di pensiero nella scelta dei film per questa competizione?
Beh, la selezione è radicale. È molto importante pensare a questi film in modo cinematografico, e non solo come produzione documentaristica. Ogni regista cerca di scoprire e seguire il proprio percorso cinematografico originale; per questo motivo la varietà dei film selezionati è così ampia. Un buon esempio è il vincitore dell'Opus Bonum dello scorso anno, I Am the People, presentato in anteprima mondiale a Jihlava e proiettato poi ai festival di tutto il mondo, compresa la sezione ACID di Cannes.

Non stiamo solo cercando di selezionare film diversi; stiamo anche cercando di creare un festival diverso. Per esempio, il nostro sistema di giurie è probabilmente unico: la giuria di Opus Bonum ha un solo membro, ma è sempre un regista affermato, come Victor Kossakovsky, quest'anno. Per il programma Fascinations, invitiamo un regista o un critico del campo sperimentale con la famiglia, in modo che possano decidere il vincitore insieme. Quest'anno, tocca all'artista multimediale Elena Gui, e al regista sperimentale e distributore Emmanuel Lefrant

Between the Seas è ben definita geograficamente: l'Europa centrale e orientale, ma comprende anche le nazioni dei Balcani e del Caucaso. Qual è l'idea dominante e filo comune, fatta eccezione per l'ampia geografia?
L'idea è quella di concentrarsi su una regione che abbia specifiche caratteristiche storiche e culturali, e che non faccia parte delle relazioni e delle collaborazioni tradizionali dell'Europa occidentale. Se si guardano i programmi dei grandi festival dell'Europa occidentale, l'obiettivo principale è naturalmente concentrarsi sulla produzione dalla propria regione, e quelle di America Latina, Nord America e Asia. Se si trovano due o tre documentari provenienti dall'Europa orientale, è un successo.

Intendiamo anche mettere in luce nuovi talenti e film attuali che mostrano un quadro più chiaro delle persone che vivono nei Paesi "Ad Est dell'Ovest". Mostrano un modo diverso di pensare alla vita. E per quanto ne so, l'Europa orientale sta nuovamente guadagnando sempre più attenzione. 

Un'ampia parte del programma è dedicata ai film sperimentali. Quest'anno, avete reso la sezione ceca sperimentale competitiva per la prima volta.
Per i film nelle sezioni Fascinations e Exprmntl.cz, ci concentriamo sempre sui film sperimentali con elementi da documentari. Inoltre quest'anno è speciale perché avremo la prima conferenza sulle questioni connesse al cinema sperimentale, chiamata Conference Fascinations. C'è molto da scoprire nei nostri programmi sperimentali!

(Tradotto dall'inglese)

Newsletter

VisionsDuReel_Home
Let's CEE
Finale Plzen Springboard

Follow us on

facebook twitter rss