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"Tallinn è un punto di contatto tra creatività e tecnologia"

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Lucía Recalde • Capo unità Creative Europe MEDIA

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- Cineuropa ha incontrato Lucía Recalde, capo dell'unità responsabile del programma Creative Europe MEDIA, per un dialogo che contribuisce alla filosofia dell'European Film Forum Tallin

Lucía Recalde  • Capo unità Creative Europe MEDIA

Il European Film Forum, che ha avuto luogo durante la 19a edizione del Festival Black Nights a Tallinn con il tema "Quale futuro digitale per i film?" è stata anche l'occasione per Cineuropa di incontrare Lucía Recalde, capo dell'unità responsabile del programma Creative Europe MEDIA della Commissione Europea, per un dialogo che contribuisce alla filosofia dei forum europei organizzati dal programma durante i grandi eventi.

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Cineuropa: Perché ha scelto Tallinn per organizzare lo European Film Forum : “Digital future for films”?
Lucía Recalde: Ci sono diverse ragioni. La prima è la crescita esponenziale del festival negli ultimi anni grazie allo splendido lavoro del team del Black Nights. La seconda riguarda il DNA molto specifico di un luogo che è un punto di contatto tra creatività e tecnologia, cosa non molto comune nel circuito dei festival del cinema in Europa. Questa caratteristica è pienamente in linea con l'agenda del DSM (Digital Single Market - Mercato Unico Digitale), che qui ci permette di discutere di questioni importanti come il problema delle industrie tecniche e artistiche che ancora troppo spesso operano in silos, mentre invece ogni settore ha molto da guadagnare se opera con l'altro in una logica più trasversale. Inoltre, è importante per Creative Europe impegnarsi con tutte le industrie cinematografiche del nord, sud, est e ovest d'Europa. La nostra presenza a Tallinn con questo Forum ci permette di incontrare gli operatori del settore che lavorano in una zona che ha le proprie caratteristiche.

Questi Forum consentono a Creative Europe di raccogliere informazioni in linea con la realtà del mercato. Questi dati saranno utilizzati per adattare il programma?
Assolutamente. Il dialogo che si instaura tramite i forum permette una certa valutazione del programma esistente. Comprendiamo meglio le aspettative del settore ed è anche un'opportunità per Creative Europe di spiegare e discutere le proprie idee sul palco in modo molto trasparente. Traiamo conclusioni da tale dialogo, a volte molto frenetico, che saranno preziose per la revisione di Creative Europe dopo il 2020, ma serviranno anche ad adattare il programma esistente alle date intermedie previste. Posso citare esempi concreti. A Cannes, abbiamo discusso di come migliorare la circolazione delle opere europee e la sottotitolazione è stata menzionata come elemento molto importante per facilitare la distribuzione delle opere oltre i confini. La Commissione Europea è ora occupata ad incontrare i professionisti dei sottotitoli per trovare soluzioni per l'ottimizzazione visto che il finanziamento dei sottotitoli facilita la circolazione dei film. Un altro esempio è l'importanza dei cortometraggi e dei film a basso budget come un mezzo per scoprire nuovi talenti. Queste opere rappresentano una sfida economica e artistica che ci permette di valorizzare gli artisti. Non abbiamo soluzioni miracolose, ma penseremo a dei modi per instaurare un legame con i nuovi talenti che rappresentano il futuro creativo della filmografia europea.

Può aggiornarci circa i tagli di bilancio annunciati in seno al budget di Creative Europe nel 2016? Andrà a rivedere la scala di priorità dei progetti sulla base di questi tagli di bilancio?
Abbiamo combattuto per limitare al massimo i tagli. È stato appena raggiunto un nuovo accordo di bilancio ed è a nostro favore. Nel complesso, siamo riusciti a mantenere il bilancio ad un livello soddisfacente. Per quanto riguarda la nostra scala di priorità, si tratta di puntare ad un approccio più equilibrato tra la continuità delle iniziative attualmente supportate che funzionano bene e la sperimentazione di nuove vie. Vengo dal settore dell'innovazione e vedo che quest'equilibrio tra continuità e sperimentazione non è ancora stato raggiunto a Creative Europe, ma cerchiamo di raggiungerlo nei limiti delle basi legali che sono state definite fino al 2020. Fin dove possiamo spingerci nell'assunzione di rischi inerenti all'innovazione, considerando che la buona gestione dei poteri pubblici si basa su principi quali la sicurezza e la prevedibilità? È una questione cruciale, non solo per Creative Europe, ma anche per altri programmi gestiti dalla Commissione Europea, come il programma di ricerca e innovazione Horizon 2020. Ecco perché abbiamo bisogno di collegare meglio il programma Horizon 2020 destinato allo sviluppo tecnico con Creative Europe e i suoi aspetti dedicati al contenuto. Le sinergie sono possibili.

Allo stato attuale, Creative Europe non ha nulla in serbo per i progetti innovativi destinati alle nuove piattaforme come la Realtà Virtuale o il transmedia. Questo settore sarà preso in considerazione?
Naturalmente ce lo auguriamo e la questione è stata discussa a Tallinn. Il nostro vincolo principale è il budget limitato e il numero di attori nel nostro settore che dev'essere sostenuto con finanziamenti. Non so ancora se riusciremo ad integrare questi nuovi modi di creare e distribuire nuovi contenuti prima del 2020, ma vi posso assicurarle che ci pensiamo concretamente e che quest'opportunità è in linea con una svolta economica ed artistica che Creative Europe intende effettuare.

(Tradotto dal francese)

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