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“Salonicco vuole diventare un punto di riferimento”

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Élise Jalladeau • Direttore generale, Festival di Salonicco

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- Con il direttore generale del Festival di Salonicco Élise Jalladeau abbiamo fatto il punto sul suo mandato e parlato delle ambizioni future della manifestazione

Élise Jalladeau • Direttore generale, Festival di Salonicco

La 58a edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salonicco sarà la seconda che vedrà al timone come direttore generale Élise Jalladeau, che ha parlato con Cineuropa dell’importanza che l’industria ha nel festival, della crescita futura dell’evento e di come il festival potrà aiutare a diffondere oltre confine il cinema greco.

Cineuropa: Quali sono i compiti del direttore generale?
Élise Jalladeau: Mi occupo tutto l’anno delle attività e della gestione delle istituzioni che operano nel settore del cinema. Oltre all’organizzazione di due festival greci minori, l’International Film Festival (TIFF) e il Documentary Film Festival (TDF), ci occupiamo del cinema complex e del museo del film, che può vantare una delle librerie più ricche dei Balcani, e partecipiamo attivamente alla realizzazione di programmi formativi per bambini. Tengo a sottolineare che è una sola la squadra che sta dietro a tutti questi eventi e che puntiamo ad avere lo stesso pubblico tutto l’anno. Il mio compito è quello di far coesistere tutte queste iniziative all’interno della medesima organizzazione e di rendere noto questo aspetto.

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È facile attrarre e mantenere lo stesso livello di pubblico al di fuori del festival?
Al momento, puntiamo a crescere creandoci un nostro pubblico, ma non per i festival, le cui proiezioni fanno registrare quasi sempre il tutto esaurito. Il mio sogno è quello di avere un pubblico omogeneo durante tutto l’anno. Abbiamo quattro cinema, nell’ambito della rete Europa Cinemas, che stanno andando molto bene. Inoltre, stiamo provando a seguire i film anche a festival concluso quando vengono proiettati nelle sale. Tuttavia, l’obiettivo non è ancora stato raggiunto.

Anche la vostra sezione industry, Agora, sta vivendo un momento di crescita?
Da quando l’abbiamo lanciata venti anni fa, Agora ha sempre dato impulso all’industria cinematografica della Grecia e dei Balcani. Grazie al forte sostegno fornito dal programma Europa Creativa/MEDIA per entrambi i festival, siamo riusciti a far crescere i nostri Training Days professionali. Stiamo ospitando, per il secondo anno, la Locarno Academy, aperta ai giovani professionisti coinvolti nel festival e nel circuito della distribuzione. Quest’anno stiamo collaborando con ACE alla realizzazione di una think tank per i produttori. A breve, avremo a disposizione un altro edificio, dove organizzeremo più workshop aperti al pubblico.

Perché per un professionista dovrebbe essere importante partecipare ad Agora?
Penso che gli appuntamenti di Agora che si svolgono a novembre e a marzo abbiano un numero perfetto di partecipanti, che ben si sposa con la necessità di fare rete con professionisti con esperienze molto diverse tra loro e con i mezzi di comunicazione. Consiglio a coloro che sono della zona e che intendono portare a compimento un progetto di venire a Salonicco, non solo per i premi, come il Premio Euroimages Lab Project o quelli dei nostri partner coproduttori greci, ma anche per incontrare tutti i professionisti del Mediterraneo e dei Balcani che partecipano all’evento. Vogliamo diventare un punto di riferimento. Salonicco è uno snodo naturale e da sempre un punto di incontro per tutta la regione. Se non qui, dove?

Pensate di espandervi anche al di fuori del mondo cinematografico?
Questo è un punto molto importante. Con Orestis Andreadakis, il direttore artistico del festival, stiamo portando avanti delle nuove iniziative per collegare il cinema alle altre arti, come l’arte moderna, il teatro o la musica, e alle nuove tecnologie. A questo proposito, abbiamo creato molte partnership con le principali organizzazioni culturali della città.

Come pensa di comunicare la coerenza che lega insieme le varie sezioni?
Entro la fine di gennaio, lanceremo la nuova Visual Identity del festival e a marzo la prima edizione del TDF. È importante modernizzare e organizzare tutte le attività in maniera coerente. Non è scontato che tutti, anche coloro che ci finanziano, capiscano che dietro c’è sempre la stessa squadra organizzativa.

In che modo la vostra crescita può incidere sul cinema greco?
A seguito della nostra collaborazione dello scorso anno con Festival Scope per il Virtual Thatre del TDF, abbiamo ricevuto riscontri estremamente positivi e risultati inaspettati per quanto riguarda l’attenzione suscitata dal cinema greco a livello mondiale, un cinema che non si limita solo alla diaspora greca. Per continuare su questa strada, Agora ha creato una piattaforma di streaming online per promuovere il cinema greco. L’obiettivo del festival è quello di far circolare molti film. Questo è quello che ci viene chiesto. Non sarà semplice, ma vogliamo iniziare con i documentari per poi inserire anche film di finzione.

(Tradotto dall'inglese di Michael Traman)

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