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TELEVISIONE Regno Unito

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Il comportamento in Codice

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- Un gruppo di esperti di media suggerisce in un progetto, nuove misure per rafforzare il settore indipendente

Nel rapporto sullo “stato di salute dell’industria dei programmi televisivi” pubblicato oggi dall’ Independent Television Commission (ITC) - la commissione per la regolamentazione del settore – è stata messa in evidenza una presa di posizione difensiva nei confronti dei produttori indipendenti contro le abitudini commerciali oggi molto diffuse delle emittenti britanniche (BBC in particolare) e nei riguardi di una futura liberalizzazione delle proprietà televisive nel Regno Unito.
Due concrete misure per rafforzare il settore indipendente sono state esposte da un gruppo di esperti di media che hanno espresso all’ITC le loro raccomandazioni: Il bisogno di tutte le televisioni appartenenti al servizio pubblico di formulare un “Codice di Comportamento” e il bisogno di introdurre nuovi accordi tra le emittenti e i produttori.
Questi nuovi accordi includono la separazione della questione sui diritti da quella sul sistema tariffario. Le emittenti hanno l’obbligo di pubblicare un tarriffario di riferimento per i diritti principali, mentre i distributori che hanno rapporti già consolidati con i broadcaster (per esempio la BBC Worldwide con la BBC), hanno la possibilità di prima opzione sui programmi realizzati dai produttori indipendenti su qualsiasi diritto secondario o terziario.
Nessun cambiamento è stato proposto alla quota vigente del 25 per cento imposta ai broadcaster per la trasmissione di programmi indipendenti, ma il rapporto ha evidenziato che il futuro regolamento del dipartimento dell’OFCOM potrebbe imporre sanzioni finanziarie se queste quote non dovessero essere rispettate.
Inoltre, i rischi di una diminuzione della quantità di produzioni locali e di una deteriorazione della qualità di programmi che potrebbero verificarsi in seguito all’apertura del mercato inglese alle proprietà non europee (prevista nel nuovo disegno di legge sulle Comunicazioni), sono visti come un ‘male’ che potrebbe essere controbilanciato dai guadagni che verranno dagli investimenti ‘stranieri’ e dalle nuove competenze tecnologiche che ‘sbarcheranno’ nel Regno Unito.
“La televisone – ha affermato Patricia Hodgson, direttore esecutivo della ITC - è una parte vitale della nostra economia, società e cultura. Bisogna offrire ai nostri telespettatori i migliori programmi possibili a prezzi contenuti. Il rapporto dell’ITC consiglia al governo di valutare questi suggerimmenti per assicurare che la produzione britannica fiorisca in questo settore in continuo sviluppo”.

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(Tradotto dall'inglese)

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