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Apache: il lato oscuro della Corsica

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- Prioettato fuori concorso al Festival del cinema mediterraneo di Bruxelles il film di esordio del regista corso Thierry de Peretti

Apache: il lato oscuro della Corsica

Presentato, con buon successo di pubblico e critica, alla Quinzaine des Réalisateurs dell'ultimo Festival di Cannes, sbarca al Festival del cinema mediterraneo di Bruxelles Apache [+leggi anche:
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, soprendente film d'esordio del regista corso Thierry de Peretti.

La storia, ispirata ad un fatto di cronaca, ha come protagonista un gruppo di giovani di bassa estrazione sociale, che decidono di organizzare una festa all'interno di una lussuosa villa sulle montagne corse, dove il padre di uno di loro lavora come guardiano. La situazione degenera e alla fine della serata spariscono dei dvd, un impianto stereo e dei preziosi fucili da caccia. La paura di essere scoperti innesca nei ragazzi una serie di reazioni a catena che sfocerà in una vera e propria tragedia.

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Folgorante opera prima, il film adotta uno stile documentaristico crudo, scevro di sentimentalismi, fatto di piani larghi e medi, addirittura girato in 4:3. “L'estetica documentaristica era quella di cui avevamo bisogno per raccontare questa drammatica vicenda”, spiega lo sceneggiatore Benjamin Baroche, che ha introdotto il film. “I nostri modelli di riferimento sono i fratelli Dardenne, evidentemente, ma anche l'algerino Tariq Teguia”.

Il contrasto tra l'opulenza in cui vivono le classi altolocate, chiamate senza distinzione “francesi” dai locali, e le condizioni di subalternità in cui vivono le famiglie dei protagonisti è il perno su cui ruota tutto il meccanismo narrativo. Senza giustificare né assolvere, senza paternalismi né psicologismi, de Peretti individua nella dialettica degli eventi su cui si basa il film la chiave per raccontare una Corsica dimenticata, sconosciuta, chiusa nel proprio drammatico isolamento. “Le scene in cui si vede il mare, in tutto, sono solo due” prosegue Baroche, isolano anch'esso. “Volevamo contrastare l'immagine da cartolina che spesso si ha della Corsica: spiagge da sogno, splendide montagne, etc., che certo esiste, ma il nostro interesse era rivolto soprattutto a quella parte di popolazione considerata marginale, che è sempre più numerosa e sulla quale c'è un'oggettiva scarsità di materiale audiovisivo”.

Su questo contrasto si innestano riflessioni importanti sul rapporto di odio, più o meno palesato a seconda delle circostanze, tra le due classi, che si manifesta da un lato con prove di arroganza, dall'altro con un'invidia sociale che porta al crimine e alla violenza. Il tutto si svolge in un quadro prettamente individualistico, una sorta di giungla in cui il “noi” si definisce in funzione del “loro”, dinamica dalla quale neanche lo spettatore può tirarsi fuori, come mostra l'agghiacciante scena finale.

La sceneggiatura adotta un registro nervoso, volto a sottolineare l'incomunicabilità delle parti in gioco, incomunicabilità che genera una forte tensione inespressa, sottocutanea, alla quale non viene dato sfogo. Tensione amplificata dall'assoluto realismo delle scene, dovuto non solo allo stile cinematografico, ma anche e soprattutto all'impiego di attori non protagonisti. “All'inizio ero scettico sull'impiego di ragazzi inesperti”, racconta Baroche, “e ho espresso le mie preoccupazioni a Thierry, il quale però sembrava molto sicuro di sé, e così l'ho lasciato fare. Alla fine, gli ho dovuto dare ragione”. Forte delle sue origini corse, de Peretti ha infatti selezionato i propri attori tramite un casting sauvage, un lavoro lungo un anno teso non solo a selezionare il cast, ma anche a formarlo e a permettere ai vari ragazzi di conoscersi, secondo un concetto di condivisione proprio più dell'universo teatrale che di quello cinematografico. “L'esperienza più importante”, spiega il regista, “è stata quella di passare un anno intero assieme a questi ragazzi, per far in modo che la storia si adattasse a loro e viceversa. Io vengo dal teatro e, più che alla performance, la mia attenzione va alla creazione di una piccola troupe capace di vivere le sue giornate momento per momento.”

Prodotto da Ferris & Brockman e Stanley White, il film, uscito ad agosto 2013, è distribuito dalla Pyramide Distribution.

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