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CANNES 2014 Distribuzione/Europa

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Il desiderio di un pubblico europeo

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- CANNES 2014: La distribuzione è il tema chiave del nuovo European Film Forum

Il desiderio di un pubblico europeo
Tim Richards, Melissa van der Schoor e Rikke Ennis

“Dobbiamo stimolare la domanda del pubblico”, ha dichiarato Androulla Vassiliou, Commissario Europeo per l’Istruzione, la Cultura, il Multilinguismo e la Gioventù alla conferenza di Europa Creativa a Cannes. “L’interazione delle persone con i media è cambiata”. è quindi fondamentale sviluppare una strategia di marketing e distribuzione su misura per i film europei. “Propongo un nuovo forum europeo per il cinema”, ha sottolineato Vassiliou. L’iniziativa invita i rappresentanti a discutere il tipo di misure e azioni necessarie a creare un’industria cinematografica sostenibile in Europa.

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Nel corso del Festival di Cannes, la Commissione Europea ha pubblicato la strategia digitale per l’industria del cinema, che vede la sovrapproduzione di oltre 1.300 film l’anno come un problema. “La richiesta di film non è mai stata così alta, ma la gente non paga”, ha dichiarato Vincent Grimond, DG di Wild Bunch. Il regista francese Jean-Paul Salomé non vede questa sovrapproduzione come un problema: “Ogni film ha una storia da narrare”, ha commentato. Per Christine Tröstrum, project manager di Berlinale Talents, a contare è la libertà creativa. “Questa è la grande differenza rispetto al sistema negli USA”. Berlinale Talents ha adottato il motto “Agisci locale, pensa globale”, e la prova migliore che questa filosofia stia ripagando è data da progetti come The Lunchbox [+leggi anche:
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, nato al Berlinale Talent Campus nel 2011 e venduto dopo la sua prima a Cannes lo scorso anno in oltre 40 paesi.

I cambiamenti nel panorama della distribuzione sono un tema cardine nelle controverse discussioni dell’industria. “Netflix sta arrivando in cinque diversi paesi europei”, ha evidenziato Grimond. “Ed è un fallimento del nostro pensiero globale credere che l’unica risorsa pan-europea sarà Netflix. Dobbiamo pensare in maniera diversa e non aspettare che una compagnia americana controlli il mercato col know-how che ha generato”. Tim Richards, DG di Vue Entertainment, che gestisce 150 cinema in otto mercati europei, è stato risoluto: “Ci deve essere un modo per salvare la nostra cultura. A che serve vendere 600 film in VoD?”, ha chiesto l’esercente: “Come fa uno spettatore a trovare un film tra 500.000 titoli?”.

“In Europa abbiamo più di 800 piattaforme VoD”, ha aggiunto Rikke Ennis, DG di TrustNordisk. “Abbiamo iniziato a lavorare con iTunes e vendere pacchetti tematici”. L’International Film Festival Rotterdam collabora con varie piattaforme online come iTunes, MUBI e YouTube. “Stiamo espandendo l’esperienza del festival in altre città con uno streaming video live e il successivo dibattito”, ha detto Melissa van der Schoor, coordinatore del Festival di Rotterdam. L’approccio vede il clamore suscitato come leva di marketing per l’uscita del film in VoD dopo l’evento.

“Quando negoziamo i diritti facciamo lo stesso per i nostri partner”, ha spiegato Dragoslav Zachariev, segretario generale di EuroVoD/UniversCiné. “Dobbiamo distribuire i loro film su tutte le piattaforme e tutti i nuovi dispositivi”. Per questo, i film sono sottotitolati in 24 lingue.

“Vediamo un’integrazione verticale nell’industria”, ha riassunto Richards. Il sito web di Vue Entertainment ha un’infrastruttura per il VoD, che la compagnia lancerà entro il prossimo anno. “Il futuro è il VoD con i cinema che sceglieremo come esercenti”.

(Tradotto dall'inglese)

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