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Locarno svela il suo programma

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- Il Festival internazionale del film di Locarno annuncia oggi il programma della sua 67ma edizione, oltre ai premi a Juliette Binoche, Armin Miûeller-Stahl e Mia Farrow

Locarno svela il suo programma
Cavalo dinheiro di Pedro Costa

Come precisa Carlo Chatrian, direttore del festival di Locarno (dal 6 al 16 agosto 2014), al suo secondo anno di mandato, “il programma privilegia, quest’anno, la sovrapposizione, la condivisione e lo scambio”. Fedele alla sua immagine di festival conviviale e spontaneo, crocevia fatto di incontri e di fertili scambi di idee, questa 67ma edizione si vuole libera e aperta a molteplici proposte. Significativa di questa tendenza la retrospettiva dedicata alla casa di produzione Titanus, laboratorio dove cinema popolare e d’autore si arricchiscono mutualmente.

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Agnès Varda, Pardo d’onore, è eretta a simbolo stesso di questa 67ma edizione che celebra la Nouvelle Vague. A questo proposito Carlo Chatrian dice: “E’ proprio a questa esperienza di libertà formale e incrocio di linguaggi che si interessa la programmazione di quest’anno”.

Sulla Piazza Grande, immenso cinema a cielo aperto, ritroveremo, accanto a super produzioni statunitensi (come The Hundred-Foot Journey di Lasse Hallström), un numero piuttosto impressionante di film europei fra cui ben tre produzioni svizzere: Clouds of Sils Maria [+leggi anche:
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intervista: Charles Gillibert
intervista: Olivier Assayas
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del francese Olivier Assayas (presente al festival), Schweizer Helden di Peter Luisi, e Pause, opera prima del losannese Mathieu Urfer. Gli estimatori di film francesi saranno anche loro soddisfatti con la proiezione, oltre al già citato Clouds of Sils Maria, a The Beaches of Agnes [+leggi anche:
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di Agnès Varda e Lucy [+leggi anche:
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, film d’apertura di Luc Besson, di un’altra produzione esagonale: Marie Huertin di Jean-Pierre Améris.

Presenza forte dei film europei anche nel concorso internazionale che, fedele al credo del festival, presenterà, accanto ad opere di cineasti riconosciuti a livello internazionale come Cavalo dinheiro di Pedro Costa, Nuits blanches sur la jetée di Paul Vecchiali, o ancora La sapienza di Eugène Green, anche opere prime come Fidelio, l’odyssée d’Alice, della francese Lucie Borleteau. Dal canto suo, la Svizzera sarà ben rappresentata grazie a L’abri, opera conclusiva della trilogia di Fernand Melgar, e Cure - The Life of Another di Andrea Staka, già Pardo d’oro nel 2007 con il suo Fräulein [+leggi anche:
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.

Ricca anche la programmazione del concorso Cineasti del presente che sebbene privilegi produzioni extra europee, facendoci viaggiare verso territori lontani come il Giappone, la Malesia e l’America Latina, mette quest’anno in risalto tre produzioni francesi e una svizzera, tutte opere prime di registi emergenti. Da non dimenticare infine i Pardi di domani, concorso (di corti e medio metraggi) immancabile per tutti i cinefili interessati a scoprire i nuovi talenti in divenire. Ciliegina sulla torta di questo concorso, Thirst della statutinitense Rachel McDonald che vede Melanie Griffith come protagonista. Da citare infine fuori concorso la proiezione (in prima mondiale o internazionale) di film di grandi maestri europei come Homo Faber (trois femmes) del documentarista svizzero Richard Dindo e Goodbye to Language [+leggi anche:
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di Jean-Luc Godard, premio della giuria ex-aequo all’ultimo festival di Cannes.

Il programma completo della 67ma edizione del Festival internazionale del film di Locarno:

Piazza Grande
Lucy, Luc Besson (Francia)
Dancing Arabs, Eran Riklis (Israele)
Love Island, Jeremila Žbanić (Croazia/Germania/Svizzera/Bosnia Erzegovina)
A Hitman’s Solitude before the Shot, Florian Mischa Böder (Germania)
Hin und weg, Christian Zübert (Germania)
Il Gattopardo, Luchino Visconti (Italia/Francia)
Marie Huertin, Jean-Pierre Améris (Francia)
The Beaches of Agnes, Agnès Varda (Francia)
A la vie, Jean-jacques Zilbermann (Francia)
The Hundred-Foot Journey, Lasse Hallström (Stati Uniti)
Schweizer Helden, Peter Luisi (Svizzera)
Pause, Mathieu Urfer (Svizzera)
Clouds of Sils Maria, Olivier Assayas (Francia/Germania/Svizzera)
Land Ho! Aaron Katz e Martha Stephens (Stati Uniti/Islanda)
Geronimo [+leggi anche:
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, Tony Gatlif (Francia) 

Competizione internazionale
A Blast, Syllas Tzoumerkas (Grecia/Germania/Paesi Bassi)
Alive, Park Jungbum (Corea del Sud)
Cavalo dinheiro, Pedro Costa (Portogallo)
Cure - The Life of Another, Andrea Štaka (Svizzera/Croazia/Bosnia Erzegovina)
Dos disparos, Marín Rejtman (Argentina/Cile/Germania/Paesi Bassi)
Durak, Yury Bykov (Russia)
Fidelio, l’odyssée d’Alice, Lucie Borleteau (Francia)
Gyeongju, Jamie Seo (Corea del Sud)
La princesa de Francia, Matías Piñeiro (Argentina)
La sapienza, Eugène Green (Francia/Italia)
L’abri, Fernand Melgar (Svizzera)
Listen up Philip, Alex Ross Perry (Stati Uniti)
Mula sa kung ano ang noon, Lav Diaz (Filippine)
Nuits blanches sur la jetée, Paul Vecchiali (Francia)
Perfidia, Bonifacio Angius (Italia)
The Iron Ministry, J.P. Sniadecki (Cina/Stati Uniti)
Ventos de agosto, Gabriel Mascaro (Brasile)

Cineasti del presente
Buzzard, Joel Potrykus (Stati Uniti)
Christmas, Again, Charles Poekel (Stati Uniti)
Exit, Chienn Hsiang (Taiwan/Hong Kong)
Frère et sœur, Daniel Touati (Francia)
Hold Your Breath Like a Lover, Kohei Igarashi (Giappone)
La creazione di significato, Simone Rapisarda Casanova (Canada/Italia)
Lelaki harapan dunia, Liew Seng Tat (Malesia/Paesi Bassi/Germania/Francia)
Los enemigos del dolor, Arauco Hernández (Uruguay/Brasile)
Los hongos, Oscar Ruiz Navia (Colombia/Francia/Argentina/Germania)
Navajazo, Ricardo Silva (Messico)
Sae-chul-bal, Jang Woojin (Corea del Sud)
Songs from the North, Soon-Mi Yoo (Stati Uniti, Corea del Sud/Portogallo)
Sud eau nord déplacer, Antoine Boutet (Francia)
They Chased Me Through Arizona, Matthias Huser (Svizzera/Polonia)
Un jeune poète, Damien Manivel (Francia)

Fuori concorso - lungometraggi
A propos de Venise, Jean-Marie Straug (Francia/Svizzera)
Goodbye to Language, Jean-Luc Godard (Francia)
Creep, Patrick Brice (Stati Uniti)
Cutaway, Kazik Radwanski (Canada)
Dang an (The Dossier), Zhu Rikun (Cina)
Dialogue d’ombres, Jean-Marie Straub e Danièle Huillet (Francia/Svizzera)
Homo Faber (trois femmes), Richard Dindo (Svizzera)
Le temps perdu, Pierre Schoeller (Francia)
Lisbon Revisited, Edgar Pêra (Portogallo)
Parole di Kamikaze (I, kamikaze), Masa Sawada (Francia)
Poder dos afetos, Helena Ignez (Brasile)
Sul vulcano, Gianfranco Pannone (Italia)
The Tony Longo Trilogy, Thom Andersen (Stati Uniti)
Yalom’s Cure, Sabine Gisiger (Svizzera)

Fuori concorso - Signs of Life
Al-Rakib Al-Khaled (The Immortal Sergeant), Ziad Kalthoum (Siria)
Amori e metamorfosi, Yanira Yariv (Francia/Italia)
Antigona despierta, Lupe Pérez García (Spagna)
Com os punhos cerrados, Pedro Diogenes, Ricardo Pterri e Luiz Pretti (Brasile)
El escarabajo de oro, Alejo Moguillansky e Fia-Stina Sandlund (Argentina/Danimarca/Svezia)
Favula, Raul Perrone (Argentina)
Fils de, Hervé-Pierre Gustave (HPG) (Francia)
Fort Buchanan, Benjamin Crotty (Francia/Tunisia)
Los ausentes, Nicolás Pereda (Messico/Spagna/Francia)

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