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LOCARNO 2014 Concorso

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Cure-The Life of Another, ritratto brutale e affascinante di una città tormentata

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- Il film di Andrea Staka, in concorso a Locarno, è un viaggio rischioso ma seducente in una città, Dubrovnik, dove riecheggia ancora il rumore delle bombe

Cure-The Life of Another, ritratto brutale e affascinante di una città tormentata

1993, Dubrovnik dopo l’assedio. La città è ancora sconvolta e ferita dagli orrori della guerra e le tracce di quell’angoscioso passato-presente sono ancora visibili sui muri delle case ma soprattutto nella mente e nel cuore dei suoi abitanti. La vita deve ricominciare e la città deve tentare di ricostruirsi, un poco alla volta, come un vaso rotto i cui pezzi vengono rincollati con fatica. L’inquietudine e l’instabilità regnano sovrane malgrado l’apparente monotonia del quotidiano. Il silenzio nuovamente ritrovato diventa inquietante e spettrale, un’eco degli orrori della guerra. In questo clima di dualità permanente, tra voglia di andare avanti e paura del futuro, Linda, una ragazza di 14 anni, torna dalla Svizzera con il padre, per ritrovare un paese che avevano lasciato da molto tempo. Un giorno apparentemente come gli altri, Linda e la sua migliore amica Eta si perdono nelle alture di Dubrovnik. Le due ragazze si abbandonano ad un gioco ambiguo di scambio di ruoli e di identità dai toni erotici che culmina con una caduta letale. Rimasta sola, in un paese che non riesce più a capire totalmente, Linda si perde; la sua personalità si sdoppia scindendosi in due: da una parte il suo io profondo e dall’altro l’eco lontano e persistente della sua amica scomparsa. 

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Cure-The Life of Another [+leggi anche:
trailer
intervista: Andrea Staka
scheda film
]
è un ritratto amaro e affascinante di una città che tenta di ricostruirsi, malgrado gli orrori del passato e un avvenire a dir poco incerto. La zurighese originaria della ex Jugoslavia Andrea Staka propone uno sguardo intimo e personale su questa città che la lega alle sue origini, alle estati passate con la nonna quand’era bambina. Malgrado il legame familiare e i ricordi infantili che la riportano a questo luogo, il rapporto che intrattiene con Dubrovnik è di amore-odio, un misto di attrazione e ammirazione per la sua bellezza ma anche un senso di smarrimento e ossessione legato alla sua storia politica.

Dubrovnik è però anche la cornice di un fatto di cronaca realmente accaduto e narrato alla regista da un membro della sua famiglia mentre si trovava in Croazia. Questo è il punto di partenza di Cure-The Life of Another, misto di realtà e finzione dove il subconscio prende il sopravvento sulla ragione e dove il mondo che circonda le protagoniste (stupende Sylvie Marinkovic e Lucia Radulovic) diventa improvvisamente misterioso, brutale, ammaliante. L’esperienza diretta di Andrea Staka durante il triste periodo che ha immediatamente preceduto l’inizio della guerra dei Balcani è palpabile e impregna il film di un’aura inquietante in cui tutto sembra sul punto di sgretolarsi, di passare la linea tra il bene e il male, tra l’equilibrio e il caos. Linda incarna il vuoto lasciato dalla guerra, il malessere di una vita che deve continuare malgrado la violenza che aleggia ancora nell’aria. Cure è un film volutamente ambiguo, un viaggio interiore nella mente di un’adolescente che cerca di ritrovare se stessa in un paese che le è ormai estraneo, che l’attira ma che sembra rigettarla. Un film affascinante dal sapore velenoso.

Cure-The Life of Another è coprodotto da Okofilm Productions,Ziva Produkcija,Deblokada, Schweizer Radio und Fernsehen,ZDF/ARTE.

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