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VENEZIA 2014 Concorso

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Un rito di passaggio chiamato Sivas

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- VENEZIA 2014: Protagonista del primo film del regista Kaan Mujdeci sono un bambino undicenne e il suo enorme cane da pastore dell'Anatolia

Un rito di passaggio chiamato Sivas

Due anni fa il giovane regista turco Kaan Mujdeci ha girato un documentario, Babalar ve ogullari  (padri e figli) sui combattimenti tra cani in Anatolia. Selezionato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, il suo primo lungometraggio di fiction Sivas [+leggi anche:
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deriva direttamente dal lavoro precedente. Protagonista è Aslan, un bambino undicenne (l'esordiente Dogan Izci) che vive in un villaggio rurale molto povero della Turchia orientale, a 200 km dalla capitale Ankara.

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Aslan è innamorato della piccola Ayse compagna di scuola, che sarà la principessa nei festeggiamenti del 23 aprile, festa dei bambini. Quando Asland scopre che il maestro ha assegnato il ruolo di principe al suo rivale Osmar (che è figlio del sindaco) comincia a disertare le lezioni. E' tutto preso da un enorme cane da pastore dell'Anatolia che ha raccolto mezzo morto dopo un combattimento tra cani. 

Forti come leoni, capaci di tener fronte ad un branco di lupi, i molossi di questa razza Karabash-Kangal hanno origini antiche, e già dai popoli della Mesopotamia venivano utilizzati per la caccia e la guerra. Aslan lo rimette in sesto con le sue cure e lo difende dai tentativi del fratello maggiore di venderlo al capo del villaggio. Ma Aslan, per quanto sia un ragazzino indipendente e ribelle, è perfettamente inserito  in una cultura che esige dal maschio di rapportarsi con lo scontro fisico. Il regista ci mostra come il bambino non abbia problemi ad abbandonare il vecchio cavallo nella steppa anatolica per ordine del padre o aizzare il suo cane contro quello del rivale. Gli adulti coinvolgono lui e il suo Sivas in una sfida clandestina tra cani da combattimento in una zona nei pressi della capitale Ankara. Aslan segue il destino vittorioso del suo cane, e ne è orgoglioso e quando non saprà più dire di no agli adulti sarà il momento in cui avrà perso definitivamente la sua innocenza di bambino.

Girato con panoramiche sul paesaggio semi innevato e primi piani stretti sui volti degli attori rigorosamente non professionisti, Sivas racconta il rapporto tra cane e bambino come rito di passaggio in una struttura sociale prettamente maschile, facendo a brandelli adorabili "pet movies" come Belle e Sebastien [+leggi anche:
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, La volpe e la bambina [+leggi anche:
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. Notevole la colonna sonora, firmata dall'artista visuale e musicista di Istanbul Cevdet Erek. Il film è prodotto dal regista con la sua Kaan Film e coprodotto dai tedeschi Coloured Giraffes e Ret Film. 

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