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SIVIGLIA 2014

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Las altas presiones: la vita degli altri

di 

- Ángel Santos ritrae un uomo contemporaneo che guarda il mondo attraverso una videocamera e invidia l’(improbabile) felice esistenza degli altri mentre torna nei suoi luoghi di origine

Las altas presiones: la vita degli altri

Presentato nella sezione Le Nuove Onde dell’11º Festival del Cinema Europeo di Siviglia, il secondo film di Ángel Santos, Las altas presiones [+leggi anche:
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, ci invita ad accompagnare in un viaggio fisico e emozionale il suo protagonista, Miguel, interpretato da questo “muso” del cinema alternativo spagnolo chiamato Andrés Gertrúdix, che torna a Siviglia un anno dopo avervi presentato 10.000 noches en ninguna parte [+leggi anche:
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di Ramón Salazar.

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Di nuovo l’attore, con il suo sguardo super espressivo, partecipa a un film dove il paesaggio – come succedeva in El árbol magnético [+leggi anche:
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di Isabel de Ayguavives, suo titolo precedente sbarcato nelle sale – gode di una presenza fortemente simbolica. Ora il galiziano Ángel Santos, grazie alla sceneggiatura scritta con Miguel Gil, porta il suo protagonista nella sua terra natale, la Pontevedra dove la crisi prende la forma delle fabbriche chiuse e i paesaggi per i quali si aggira il personaggio principale sono ritratti in lunghe riprese, con la telecamera statica – eccetto qualche piano-sequenza girato nel vicino Portogallo – e in 16 mm.

Miguel è un uomo apatico, deluso e perso, che accetta l’incarico di cercare location per un film che non girerà. E attraverso l’obiettivo della camera con la quale filma il paesaggio, osserverà la vita degli altri (che considera perfetta e invidiabile, un qualcosa di veramente lontano dalla realtà), facendo sì che la sua continui a trascorrere senza prendere in mano la situazione. Perché Miguel immagina solo il mondo invece di parteciparvi: ma, anche se lui pensa che sia così, la vita non è una rappresentazione. I suoi rapporti con gli altri sono difficili, è molto indeciso e quando finalmente pare si stia muovendo verso una direzione concreta, il momento giusto è già passato.

Con 18 giorni di riprese e un budget di 400.000 euro, Las altas presiones vanta nella sua équipe il montatore Fernando Franco, il regista di La herida [+leggi anche:
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, che Santos aveva conosciuto durante il festival del cinema documentario di Pamplona, Punto di vista. Quest’amore per il reale è davvero evidente nel secondo film di questo regista che aveva debuttato nel 2011 con il lungometraggio Dos fragmentos/Eva, e anche la sua devozione per i maestri come Maurice Pialat, Rivette, Bergman e Antonioni, per scrittori come Balzac e Bolaño o per pittori come Toulouse-Lautrec (di fatto uno dei suoi più celebri quadri appare nei suoi film con recidiva ubiquità).

Tutto questo bagaglio mostra un affresco minimalista, intimista e razionale di uomini inetti e donne intelligenti: le figure femminili non perdono le opportunità sentimentali mentre quelle maschili cercano di ottenere un qualcosa che già non ha una validità, perché il tempo, come il fiume della dimenticanza che visitano i protagonisti, se l’è portata via.

Prodotta da Matriuska Producciones, Las altas presiones, ulteriore dimostrazione dell’interessante e liberissimo cinema che si sta producendo in Galizia, è stato presentato per la prima volta durante il Festival Internazionale del Cinema di Busan prima di atterrare a Siviglia.

(Tradotto dallo spagnolo)

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