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Grand Prix del miglior sceneggiatore a Claire Barré

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- Une épouse idéale è un racconto centrato sulla moglie di Oscar Wilde. Premio speciale per Frédéric Farrucci e Nicolas Journet. Premio junior per Léa Mysius

Grand Prix del miglior sceneggiatore a Claire Barré
Claire Barré, premiata per la sua sceneggiatura Une épouse idéale

Il 28mo Grand Prix Sopadin del miglior sceneggiatore (aperto agli autori che non abbiano portato più di tre sceneggiature di lungometraggio sullo schermo) è stato assegnato ieri sera a Claire Barré (che ha scritto per il teatro, la televisione e che ha da poco pubblicato il suo primo romanzo) per Une épouse idéale. La sceneggiatura vede la vita inquadrata di Constance, moglie felice di Oscar Wilde, vacillare il giorno in cui scopre che suo marito la tradisce con un giovane uomo. In una società in cui l’omosessualità è passibie di prigione, Constance lotta contro i suoi pregiudizi e le pressioni dei suoi cari per salvare il suo matrimonio. Ma Oscar la lascia e lo scandalo si gonfia, pronto ad inghiottirli. E’ scoprendo i piaceri della carne fra le braccia di un amante che Constance tenterà di ricostruire se stessa.

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Un premio speciale della giuria è stato assegnato al duo Frédéric Farrucci - Nicolas Journet per Strip che ha come personaggio principale Jin, un ex DJ, sans-papiers, che ogni notte percorre Parigi al volante di un taxi clandestino per conto della mafia cinese. Una notte, carica un’affascinante spogliarellista e call-girl. Intrigata dalla elettro elaborata che Jin ascolta, lo elegge il suo taxi d’elezione. La storia d’amore che nasce fra loro costringerà Jin a mettersi in pericolo.

Una menzione speciale è andata a Mounia Meddour per Papicha che ha per cornice Algeri alla fine degli anni ‘90, all’apogeo del terrorismo islamico. Nedjma, 19 anni, vive nella città universitaria, ascolta rock alternativo, sogna l’amore, la libertà e di diventare stilista di moda. La notte, quando le barricate della polizia si alzano, lei gira, spensierata, per i locali notturni. Una sera, incontra Mehdi. Il colpo di fulmine è immediato. Ma molto presto, la realtà algerina li travolgerà…

Il 17mo Premio Junior della miglior sceneggiatura (aperto agli autori di meno di 28 anni) ha ricompensato Léa Mysius per Ava, che racconta le disavventure di un’adolescente di 13 anni che viene a sapere di essere destinata a perdere la vista e decide di non dire niente a nessuno. Un premio speciale è stato attribuito a Morgan Simon per Compte tes blessures [+leggi anche:
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(già sostenuto da Emergence e dall’anticipo sugli incassi del CNC - leggi la news).

Presieduta da Julie Gayet, la giuria include fra gli altri Valérie Boyer (France 2 Cinéma), la distributrice ed esercente Sophie Dulac, Olivier Père (Arte France Cinéma), Rémi Jimenez (M6 Films) e Franck Weber (direttore delle acquisizioni del cinema francese di Canal+).

(Tradotto dal francese)

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