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TFL Adapt Lab: libri da adattare… e adottare

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- Il programma di adattamento cinematografico di libri del TorinoFilmLab passa quest’anno da 8 a 12 progetti

TFL Adapt Lab: libri da adattare… e adottare

Uno script tratto da un libro è solitamente garanzia di solidità della storia, definizione dei personaggi e ricchezza di dettagli. Non fanno eccezione i 12 ricchissimi progetti presentati alla terza edizione di Adapt Lab, il laboratorio di adattamento cinematografico di libri, parte integrante del TorinoFilmLab il cui 7° Meeting Event è in corso (24-26 novembre, durante il Torino Film Festival). Il più giovane dei programmi creati nell’ambito del TFL, riservato a sceneggiatori e sceneggiatori/registi, conferma la sua validità: due progetti del 2012 sono attualmente in fase di sviluppo, uno dei quali selezionato al Jerusalem Film Lab; due titoli dell’edizione 2013 sono in trattative, mentre altri due sono entrati a far parte del programma TFL Audience Design.

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Quest’anno il programma cresce da 8 a 12 progetti selezionati, i libri scelti provengono da 7 paesi del mondo, mentre 9 sono le nazionalità rappresentate da questi sceneggiatori che lavorano su storie ideate da altri con uguale passione e che, come dice Isabelle Fauvel (direttrice pedagogica, tutor e partner del Torino Film Lab per Adapt Film Lab, che ha co-fondato), “non solo adattano i libri: li adottano”, in attesa di possibili finanziatori e registi. Tra questi, la svedese Cecilia Björk che con la sua sceneggiatura The Combover ha adattato il romanzo “Il riporto” dello scrittore argentino di lingua italiana Adrian N. Bravi, surreale storia di un professore universitario ossessionato dai suoi (pochi) capelli, ai quali verranno attribuiti poteri magici; lo svizzero Luc Walpoth, che in The Transplanted (dal libro “Fegato e cuore” di Alessandro Marchi) si chiede come un hooligan razzista possa convivere con un cuore trapiantato un tempo appartenuto a un ragazzo nero; l’italiano Paolo Borraccetti, che per il suo adattamento di “Savana Padana” di Matteo Righetto ha coniato il termine polenta western, per un’irriverente gangster comedy dal titolo omonimo ambientata nel Nord Italia (a Padova) e che ruota attorno alla statua del veneratissimo Sant’Antonio.

Spazio anche al dramma psicologico in salsa sci-fi con il progetto Elective Affinities (dall’omonimo romanzo di Johan Wolfgang von Goethe) della polacca Kas Zawadowics, dove una coppia che vive felicemente su un’astronave nello spazio viene travolta dall’arrivo di una giovane donna e dal mistero dell’attrazione tra due esseri umani: un film tra Closer e Blade Runner, stando alle parole della sceneggiatrice. Si parla d’amore (tossico) anche in Toxaemia (da “Toksymia” di Malgorzata Rejmer) presentato dalla sua connazionale Julia Kolberger, sulla strana relazione tra una giovane studentessa e un uomo di 87 anni. Un cenno infine a un progetto, quello dell’inglese Mike Forshaw, non tratto da un libro, ma basato su una storia vera: Walk On, sull’evento più drammatico della storia dello sport britannico, la strage di Hillsborough (1989), con al centro una donna che cerca la verità sulla morte di suo figlio.

Per scorrere gli altri progetti di Adapt Lab clicca qui. La prossima scadenza per candidarsi al programma, supportato da Europa Creativa e il Netherlands Film Fund e realizzato in collaborazione con il Festival di Locarno - L’immagine e la parola, è fissata al 5 gennaio 2015

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