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Cavalo Dinheiro: Pedro Costa filma Ventura nella città

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- Una delle pellicole più applaudite dalla critica internazionale nel 2014 arriva questa settimana sugli schermi portoghesi

Cavalo Dinheiro: Pedro Costa filma Ventura nella città
Ventura in Cavalo Dinheiro di Pedro Costa

Midas Filmes distribuisce questa settimana una delle pellicole portoghesi più apprezzate dell’anno, Cavalo Dinheiro [+leggi anche:
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. Il film è diventato uno dei casi cinematografici del 2014 da quando fu presentato per la prima volta a Locarno e lì valse a Pedro Costa il premio della miglior regia (leggi la news). Successivamente, Cavalo Dinheiro ha partecipato a vari festival internazionali (Siviglia, Mar del Plata, festival del cinema d’avanguardia in Grecia…) e, ora che si avvicina la fine dell’anno, varie pubblicazioni, come l’inglese Sight and Sound o la francese Les Cahiers du Cinéma, gli hanno riservato un posto tra i migliori lungometraggi del 2014.

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Prodotto da Sociedade Óptica Técnica, Cavalo Dinheiro è un film di ritorni. Del ritorno di Costa al lungometraggio dopo varie incursioni nel formato corto. E anche – e soprattutto – del ritorno a un attore, Ventura, il capoverdiano immigrato a Lisbona da decenni con cui Costa già collaborò in Juventud en marcha [+leggi anche:
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(2006) e in tre cortometraggi.

Accattivante, onirico e spettrale, Cavalo Dinheiro è anche un ritorno al passato recente di un paese, alle memorie della rivoluzione del 1974 e alle vicende della comunità africana in un paese ex colonizzatore che si misura con le sfide della democrazia. Ventura è accompagnato da altri due immigrati capoverdiani, Vitalina Varela e Tito Furtado. I tre, come tanti altri, sono marionette di un sistema tragico al cui destino non possono sfuggire. La canzone Alto Cutelo, del gruppo Os Tubarões – che suona due volte nel film, una nella sua versione originale, l’altra cantata da Ventura – non specifica questo destino, ma le sue parole ci danno qualche indizio sulla vita della diaspora capoverdiana nella metropoli: manodopera a buon mercato, lontano da casa, sfruttati nei cantieri navali di Lisbona.  

Per tutto ciò – le memorie, i riferimenti politici, la canzone che spezza momentaneamente l’austerità della pellicola – l'insieme sfugge al filtro di una narrazione convenzionale e cronologicamente coerente, come se il passato e il presente si destrutturassero per poi fondersi un’altra volta in una serie di poderosi tableaux vivants magnificamente costruiti dalla camera di Costa e Leonardo Simões.

Sugli schermi questa settimana anche Casanova Variations [+leggi anche:
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, un film-opera dell’austriaco Michael Sturminger prodotto da Paulo Branco, presentato in concorso all’ultimo festival di San Sebastian (leggi la recensione).

Con le uscite di Cavalo Dinheiro e Casanova Variations si completa la lista dei 37 titoli di produzione (o coproduzione) nazionale usciti nel 2014, un anno in cui un solo film portoghese, Os Maias [+leggi anche:
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di João Botelho, è riuscito a superare la soglia dei 100.000 spettatori.

(Tradotto dallo spagnolo)

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