Corpo e anima (2017)
The Square (2017)
Loving Vincent (2016)
The Nothing Factory (2017)
Soleil battant (2017)
Beauty and the Dogs (2017)
Out (2017)
precedente
seguente
Scegli la lingua en | es | fr | it

ROTTERDAM 2015 Concorso

email print share on facebook share on twitter share on google+

Parabellum, Apocalypse When?

di 

- L’austriaco Lukas Valenta Rinner realizza con il suo primo lungometraggio, in corsa per gli Hivos Tiger Awards, un ottimo e sorprendente film catastrofico

Parabellum, Apocalypse When?

L’Apocalisse si avvicina. E contravvenendo alle teorie cinematografiche più frequenti sul tema, non avrà origine negli Stati Uniti bensì nella città argentina di Cordoba. Per sfuggire ad essa, un gruppo di persone decide di iscriversi a un corso per imparare a sopravvivere a una potenziale catastrofe. Questo addestramento anti-apocalittico – forse la più grande invenzione del capitalismo – si divide in varie tappe, con la prima che si svolge in una specie di resort di lusso al largo del delta del Tigre. Più l’addestramento va avanti, più cala il livello di comfort e aumentano le esigenze e i pericoli.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Con Parabellum [+leggi anche:
trailer
intervista: Lukas Valenta Rinner
scheda film
]
, il cineasta austriaco di stanza a Buenos Aires Lukas Valenta Rinner presenta in concorso al 44° Festival di Rotterdam il più sorprendente e affascinante esempio di cinema catastrofico degli ultimi tempi. Sorprendente perché rifiuta i codici e quasi inaugura un nuovo genere che potrebbe definirsi cinema catastrofico d’autore. Affascinante perché il suo stile, al contempo amaro e tragicamente comico, sfida lo spettatore a entrare in una pellicola radicale e quasi senza dialoghi che riesce, nonostante la sua austerità, a tenere viva l’attenzione fino alla fine.

Guardando con distanza la realtà che filma – e concretizzando questo sguardo in una serie di scene che coniugano travelling e inquadrature fisse – Rinner fa mostra di uno stile visivo che rimanda alla rigidità di altri cineasti austriaci, come Ulrich Seidl. La sua camera, sebbene calata diverse volte in elementi naturali (come fiumi e boschi) non cede mai alla tentazione lirica. Al contrario, sta lì solo per guardare da lontano i personaggi sull’orlo della paranoia e per documentare la loro trasformazione radicale (in sostanza, che cosa diventa una persona al momento di confrontarsi con la fine imminente?).

A corroborare questo imperturbabile aspetto visivo del film c’è una sceneggiatura frammentata, divisa in vari capitoli, come se si trattasse di un manuale di sopravvivenza. Ogni nuovo capitolo presenta una citazione dal Libro dell’Apocalisse; e ognuna di queste citazioni riflette l’evolversi di una trama silenziosa e sempre più predatoria, che cammina a passo lento verso l’epilogo finale: “Il modo migliore per sopravvivere a una catastrofe è quello di diventare un’entità invisibile agli occhi degli altri”.

Parabellum è una coproduzione tra Austria (Nabis Filmgroup), Argentina (2M Cine) e Uruguay (La Pobladora); e il talento di Lukas Valenta Rinner è da non perdere di vista nei prossimi anni.

(Tradotto dallo spagnolo)

Leggi anche

ArteKino
Les Arcs call
Unwanted_Square_Cineuropa_01
 

ultime notizie

 

altre news

Newsletter

Follow us on

facebook twitter rss