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PRODUZIONE Ungheria

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Zero: rivolta contro la società del consumo

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- Il secondo lungometraggio di Gyula Nemes, rivelatosi a Venezia nel 2006, è finalmente pronto e il suo soggetto non mancherà di suscitare grosse polemiche

Zero: rivolta contro la società del consumo
Udo Kier in Zero

Rivelatosi alla Settimana della Critica veneziana 2006 con il suo primo lungometraggio di finzione, My One and Onlies, e premio del miglior documentario a Karlovy Vary nel 2008 con Lost World, il giovane regista ungherese Gyula Nemes ha finalmente portato a termine il suo secondo lungometraggio di finzione, Zero, ormai pronto per le prossime scadenze festivaliere. Una première attesa con grande curiosità visto che il tema del film potrebbe scatenare accesi dibattiti in Ungheria e altrove. Per convincersene, basta leggere la sintesi dettagliata della sceneggiatura scritta da Tamas Beregi e il cineasta.

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è incentrato su N (Krisztián Kovács), direttore di una fabbrica di miele sofisticato. Un giorno, dopo un incidente provocato da un’ape, assaggia del miele autentico, e la sua vita cambia: lascia la fabbrica, si trasferisce nel bosco e diventa un vero apicoltore. Ma le sue api muoiono per le onde emanate da un vicino ripetitore di telefonia mobile. N si lancia in una battaglia giudiziaria per salvare le api, ma perde la causa e deve abbandonare la sua fattoria con L (Martina Krátká) di cui è innamorato (e che è anche la figlia del direttore della compagnia di telefonia mobile incarnato da Udo Kier). La coppia comincia ad attaccare tutto ciò che minaccia le loro api (colture geneticamente modificate, fabbriche, autostrade) e si mette ad hackerare i media. In breve, N e L diventano famosi e ricercati dalla polizia, giacché le loro azioni diventano sempre più ambiziose e radicali, fino alla presa in ostaggio di leader economici da scambiare con tagli a elettricità, gas, petrolio, telefonia mobile e Internet. Seguono esecuzioni di lavoratori dei mattatoi, uccisioni di banchieri ed esecuzioni di consumatori dei centri commerciali, fino a che il loro gruppo di guerriglia non viene annientato da un intervento della NATO. Ma la loro battaglia si allarga sempre più fino a diventare una rivoluzione in tutto il paese. L e suo padre fondano allora un nuovo regime che ripristina l’energia elettrica con soddisfazione generale, mentre N, che è stato tradito, scappa in Africa. Laggiù, parte alla ricerca di un paradiso perduto per le api di cui ha sentito parlare. Sull’orlo dell’apatia, cammina nel deserto, su una nuova terra, quando...

Questo intreccio che lascia facilmente intuire il potenziale polemico del film (che avrebbe già subito delle pressioni) è stato filmato quasi senza dialoghi, con soltanto il ronzio delle api e i commenti della televisione. Prodotto dal regista per Playtime, Zero è coprodotto dagli ungheresi di Katapultfilm, i cechi di Endorfilm e i tedeschi di 42 Film. Le vendite internazionali sono ancora in trattative.

(Tradotto dal francese)

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