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L’Antiquaire: il patrimonio perduto di una famiglia ebrea

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- In concorso nella sezione Panorama internazionale del Bari International Film Festival, il film di François Margolin è un viaggio nei segreti di una famiglia e nella Storia recente dell’Europa

L’Antiquaire: il patrimonio perduto di una famiglia ebrea
François Berléand e Anna Sigalevitch, in L'Antiquaire

Un thriller raffinato, in cui i segreti inconfessabili di una famiglia si intrecciano alla Storia recente dell’Europa, e in cui memoria, identità, arte e immaginazione danzano insieme e si compenetrano. E’ indubbiamente un film molto ricco, quello presentato dal regista francese François Margolin in concorso al Bif&st (21-28 marzo), nel Panorama internazionale: L’Antiquaire [+leggi anche:
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(The Art Dealer). A partire da una storia vera, vi si racconta l’indagine appassionata di una giovane donna, Esther (Anna Sigalevitch), che a partire dal ritrovamento casuale di un dipinto appartenuto a suo nonno, si mette alla ricerca della collezione di dipinti sottratti dai nazisti alla sua famiglia ebrea durante la Seconda guerra mondiale e mai restituiti.

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Il cast, che include mostri sacri del cinema e attori emergenti, abbraccia tre generazioni: “Volevo fare un film sui diversi livelli di memoria, mettere a confronto diverse generazioni figlie del loro tempo”, ha spiegato il regista, ospite al Festival di Bari. “C’è la generazione dei monumenti, Michel Bouquet e Robert Hirsch, splendidi novantenni che hanno vissuto in prima persona la guerra. C’è quella intermedia, rappresentata dal padre di Esther, ossia François Berléan, quasi ostinatamente chiusa nel suo silenzio. E poi c’è la trentenne Esther, combattente alla ricerca della verità, forse la prima generazione a voler sapere tutto”. Dal passato, ossia dai vecchi filmati girati in Super 8 ritrovati da Esther, emergono anche i volti di Alice de Lencquesaing e Benjamin Siksou (che incarnano i nonni della ragazza, negli anni ‘40) e di Niels Schneider (il controverso amico di famiglia, che riappare nel presente tra realtà e immaginazione).

Ma non solo di memoria storica e intrecci familiari si parla in L’Antiquaire. Il film di Margolin è anche una denuncia del comportamento ambiguo dello Stato francese riguardo alla restituzione di questi patrimoni artistici privati. “Ho mostrato il film alla Camera dei Deputati, e diverse persone mi hanno confermato che quello che ho rappresentato è vero”, racconta Margolin. “Troppa gente ha voluto insabbiare gli scandali della guerra, in nome della ricostruzione della Francia. Di migliaia di opere, solo un centinaio sono state restituite ai legittimi proprietari. È ora di parlare di questa ‘parentesi’, come la chiama uno dei personaggi del film, prima che gli ultimi testimoni scompaiano”.

Prodotto da Margo Films, società del regista, L’Antiquaire è uscito la settimana scorsa in Francia, ma non ha ancora una distribuzione internazionale. Il film, assicura Margolin, sarà proposto al Marché del prossimo Festival di Cannes.

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