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CROSSING EUROPE 2015

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Il giovane e il Radiant Sea

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- Con una stile intimo e simile al documentario il regista tedesco Stefan Butzmühlen narra di un giovane che cerca di ritrovarsi su una nave mercantile diretta verso l’isola dei suoi sogni

Il giovane e il Radiant Sea
Martin Sznur in Radiant Sea

I racconti sui viaggi si sviluppano sempre (o quasi sempre) su due livelli: lo spostamento da un punto a un altro non avviene solo sulla superficie terrestre, ma è accompagnato da un movimento simile sotto la pelle, come in questo caso. In Radiant Sea [+leggi anche:
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, il giovane regista tedesco Stefan Butzmühlen racconta uno di questi viaggi in mare, un elemento in costante movimento che accompagna perfettamente quel movimento personale. Il film, presentato in anteprima mondiale al Crossing Europe Festival di Linz, narra del giovane che compie questo viaggio.

Il personaggio tedesco Marek (Martin Sznur) fugge dalla fredda fattoria dei genitori nella Pomerania Occidentale in cerca di un clima più mite: i raggi del sole lo portano prima a Dunkerque  e poi verso Saint-Nazaire, dove s’imbarca su una nave mercantile in compagnia di un francese, Jean (Jules Léo Sagot). Marek scopre un nuovo orizzonte in Jean: un orizzonte in cui amore e passione irrompono nel vuoto esistenziale che cerca di colmare. Gli incontri intimi e sessuali in mare aperto immergono i due protagonisti in un’odissea alla fine della quale troveranno l'isola che desiderano, insieme…o forse no. I due navigatori toccano nuovamente la terra ferma quando la nave giunge all’isola di Martinica. Tuttavia, pur trovandosi entrambi nello stesso spazio esterno, tentano di restare isolati nel proprio spazio interiore.

É proprio la natura più profonda di questo spazio che viene enfatizzata in Radiant Sea, utilizzando le location naturali dell'Atlantico e dell'isola caraibica, elevandole dal semplice ruolo di scenari. Butzmühlen costruisce il film su due livelli paralleli. Il primo è il ritratto dell’intimità tra Marek e Jean, tratteggiato attraverso gli sguardi ovvi e le impetuose scene di sesso tra loro. Il secondo è lo sguardo documentaristico sul mondo che li circonda: la gerarchia dei lavoratori a bordo del mercantile viene presentata nei minimi dettagli, il loro lavoro viene descritto in lunghe sequenze, con Madama Butterfly come colonna sonora e il paesaggio circostante di Martinica ci cattura con delle immagini affascinanti come ad esempio la passeggiata notturna punteggiata dalle numerose lucciole. La voce fuori campo (di Marek) diventa un altro degli strumenti del film, in quanto narra le interazioni tra i due uomini anche quando non parlano, contribuendo a quell’atmosfera propria del documentario. E sebbene Radiant Sea sarebbe potuto essere più convincente in termini di regia e storia, Butzmühlen riesce a rappresentare un viaggio interessante colmo di spontanea onestà.

Il film è stato prodotto dalla compagnia tedesca Salzgeber & Co, che si era già occupata dell’ultima produzione di Butzmühlen, Sleepless Knights, girato in Spagna e co-diretto da Cristina Diz, ora responsabile del montaggio. La compagnia sussidiaria della stessa casa di produzione si occupa delle vendite internazionali.

(Tradotto dallo spagnolo)

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