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Slow West: il Nuovo Mondo negli occhi di un giovane innamorato

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- Il film d’esordio dello scozzese John Maclean è un western atipico che ruota attorno a un adolescente e all’epica ricerca dell’amore della sua vita

Slow West: il Nuovo Mondo negli occhi di un giovane innamorato

Il West visto attraverso gli occhi di un ragazzino innamorato non può essere che "slow", lento. Aria rapita, dolci ricordi in testa e sguardo rivolto alle stelle, Jay avanza verso il Colorado, partito dalla lontana Scozia per ritrovare la sua amata Rose, in sella al suo cavallo, con l’incoscienza dei suoi 16 anni, pacato e fiducioso. Ma il rude cacciatore di taglie di nome Silas, sbucato dal nulla nella foresta, lo riporta alla realtà: "Se prosegui da solo, sarai morto prima dell’alba". E così, dietro compenso, gli offre la sua protezione. Siamo nel 1870, e Jay ha il volto trasognato di Kodi Smit-McPhee (nomination per il miglior attore giovane al Critics Choice 2010 per Let Me In [+leggi anche:
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, visto fra gli altri in The Congress [+leggi anche:
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e Apes Revolution), Silas quello dell’efficace Michael Fassbender, ammirato di recente al Festival di Cannes in Macbeth [+leggi anche:
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. Teatro del loro incontro è il Far West nordamericano violento, insidioso e a tratti surreale dipinto nell’affascinante film d’esordio dello scozzese John Maclean, Slow West [+leggi anche:
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intervista: John Maclean
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, vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance 2015.

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Jay e Silas: idealismo, amore e speranza, da una parte; materialismo, solitudine e cinismo, dall’altra. Sulla loro strada incrociano nativi americani in fuga, nordisti, schiavi africani, antropologi europei, avventurieri, straccioni, bambini e molto altro, il tutto incorniciato da un paesaggio mozzafiato quanto minaccioso, dove il sogno innocente di un nuovo mondo si accompagna a brutalità e sopraffazione, e dove tutti sembrano interessati a una sola cosa: i soldi. Tutti tranne Jay: attraverso veloci flashback, ci vengono mostrati i suoi momenti felici con Rose (Caren Pistorius), una relazione impossibile, votata al fallimento, lui aristocratico, lei figlia di contadini, un amore non corrisposto che rende la ricerca e il sentimento di Jay ancora più epici. Strada facendo, scopriremo anche che il giovane innamorato non è l’unico sulle tracce della bella "ragazza con la pistola": sulla testa della fanciulla pende una taglia succulenta, e nel West – ma il nostro eroe romantico non poteva saperlo – non fidarsi è meglio.

E’ un western atipico, quello che ci consegna il talentuoso regista scozzese che già nel 2011 si era fatto notare per il suo corto Pitch Black Heist (protagonista sempre Fassbender), premiato con il BAFTA. Una sorta di western di formazione: motore della storia sono un adolescente dinoccolato, dagli occhi dolci, di buona famiglia – praticamente un pesce fuor d’acqua nel selvaggio Colorado di fine ‘800 – e il suo inataccabile e disperato sogno d’amore. Tutto il resto, per il ragazzo, è accessorio. "C’è di più nella vita oltre al semplice sopravvivere", gli fa dire Maclean, anche autore della sceneggiatura. "Sì, c’è la morte", gli risponde il disincantato Silas. I due sono distanti fra loro come il cielo dalla terra ma ognuno, anche al costo di molte vite, avrà da imparare dall’altro qualcosa. 

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