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O Pátio das Cantigas: il primo remake del cinema portoghese

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- Leonel Vieira lancia la prima parte della sua trilogia “I Nuovi Classici”

O Pátio das Cantigas: il primo remake del cinema portoghese
Miguel Guilherme in O Pátio das Cantigas

Esce questa settimana sugli schermi portoghesi O Pátio das Cantigas [+leggi anche:
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, nuova versione dell’omonimo film diretto da Ribeirinho nel 1942. L’originale è una delle commedie più emblematiche dell’epoca d’oro del cinema portoghese, e a questo remake ne seguiranno altri due: O Leão da Estrela, che uscirà a Natale, e A Canção de Lisboa [+leggi anche:
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, in programma nel 2016. La trilogia si intitola “I Nuovi Classici” e porta la firma del regista e produttore Leonel Vieira, che ha raccolto 3 milioni di euro per i tre progetti. Vieira firma O Pátio das Cantigas e O Leão da Estrela [+leggi anche:
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, mentre Pedro Varela dirigerà, nei prossimi mesi, A Canção de Lisboa.

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La nuova versione di un classico è sempre una sfida rischiosa per gli inevitabili confronti. Cosciente di questo, Vieira ha scelto di allontanarsi dalla sceneggiatura originale – e dai suoi indimenticabili dialoghi che fanno parte dell’immaginario collettivo – ma ha mantenuto le linee generali della storia. C’è spazio quindi per cambiamenti nei personaggi e, soprattutto, si è spostata la trama dall’epoca della dittatura al presente.

In questo film corale, spetta a Miguel Guilherme la responsabilità di dar vita a Evaristo, l’irascibile proprietario di un negozio gourmet, interpretato originariamente da António Silva. Guillerme ha detto di aver immaginato il personaggio come se fosse il nipote dell’Evaristo del 1942 e offre così un’interpretazione in equilibrio tra l’omaggio al classico e la ricerca del proprio registro comico come attore. Dal canto loro, coinvolti in situazioni più o meno comiche, ci sono personaggi reinventati e interpretati da volti noti del piccolo schermo come César Mourão, Dânia Neto, Sara Matos, Manuel Marque, Rui Unas, José Pedro Vasconcelos e Oceana Basílio. E un volto inaspettato, proveniente dal cinema d’autore di João Canijo: Anabela Moreira.

La sfida di O Pátio das Cantigas era scommettere sulla commedia popolare e senza altre pretese se non quella di fare da ponte tra il classico e l’attualità, cosa parzialmente riuscita nella prima metà della pellicola. Ma dopo una festa nel quartiere che termina con i personaggi coinvolti in una rissa, la sceneggiatura sembra prendere una strada tanto tortuosa quanto le vecchie strade di Lisbona. E non riesce a risolvere i propri conflitti in maniera credibile, chiudendo il film in perfetto stile Bollywood, come se i personaggi indiani, meramente decorativi nella storia, esistessero nella trama solo per giustificare un finale tanto festoso quanto insolito.  

O Pátio das Cantigas arriva sugli schermi grazie a NOS Audiovisuais, la distribuzione nazionale di maggior successo che, secondo i recenti dati dell’ICA, ha portato 4,9 milioni di spettatori al cinema nel primo semestre del 2015. Anche la pellicola portoghese di maggior incasso dell’anno finora, Capitão Falcão [+leggi anche:
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(quasi 27.500 entrate) è stata distribuita da NOS. Si spera che il primo dei tre “nuovi classici” competa con il film di João Leitão nella classifica delle produzioni nazionali più viste dell’anno. Anche se sicuramente la critica non cederà al suo fascino, O Pátio das Cantigas attirerà sicuramente la curiosità sia delle generazioni più vecchie, nostalgiche dell’originale, sia i più giovani, attirati dal cast di umoristi popolari e televisivi. 

(Tradotto dallo spagnolo)

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