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LOCARNO 2015 Concorso

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No Home Movie, oltre il tempo dei ricordi

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- LOCARNO 2015: Il film di Chantal Akerman, presentato in Concorso al Festival del Film Locarno (prima mondiale), osa dilatare il tempo dei ricordi fino al sublime

No Home Movie, oltre il tempo dei ricordi

“Questo è prima di tutto un film su mia madre, mia madre che non c'è più”, queste sono le prime parole con cui la grandiosa regista belga Chantal Akerman descrive il suo ultimo film regalato in anteprima mondiale al Festival del Film Locarno. Eppure oltre questa prima constatazione No Home Movie [+leggi anche:
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nasconde molte più cose, un mare di verità gelosamente custodite che hanno impregnato tutti i suoi film e che si manifestano ora finalmente in tutto il loro splendore.

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Come lo dice la regista stessa, sua madre è sempre stata una figura chiave di molti suoi film. La prigionia che ha fatalmente marcato la sua persona, quella di una bambina sopravvissuta ad Auschwitz, abita la filmografia di Chantal Akerman come un'ombra. Simile ad una scomoda eredità questa sensazione è passata dalla madre alla figlia che l'ha integrata, l'ha esorcizzata attraverso le sue immagini. No Home Movie non è nato come il ritratto intimo della loro relazione (“altrimenti non avrei osato” dice la stessa Akerman) ma piuttosto come la registrazione quasi maniacale del quotidiano, un quotidiano dove la presenza o l'assenza di sua madre è palpabile, determinante. “Da molti anni filmo tutto” dice semplicemente Akerman. L'immensa quantità di materiale raccolto, più di quaranta ore, ha dapprima dato via ad un'installazione dall'evocativo titolo Maniac Shadows per poi sfociare sul contemplativo No Home Movie. Come è spesso il caso nei film della regista belga è al montaggio che la magia opera, che lo sguardo scolpisce il materiale filmico dandogli una profondità unica, quasi magica. “Il film sprigiona qualcosa che non è stato voluto in modo cosciente ma che ciò nonostante esiste. Questa è la sua forza”. Come lo spiega la stessa Akerman, durante la fase del montaggio tutto il superfluo è sparito per non lasciare spazio che all'essenziale: la relazione con sua madre, la testimonianza di questa per bocca della figlia, una figlia spesso assente che gli rende omaggio nel modo più sincero che conosce: attraverso le immagini. I lunghi piani contemplativi che si susseguano fra il conforto dell'appartamento familiare di Bruxelles e un altrove (le immense praterie mosse dal vento) che solo Chantal conosce sembrano scandire il ritmo della vecchiaia, momento sospeso in cui la verità deve manifestarsi in tutto il suo splendore prima che il ricordo scompaia. Con No Home Move Chantal Akerman sembra voler afferrare, rendere palpabile un amore infinito fino ad allora assopito in una dolorosa incoscienza. Il ritmo contemplativo, quasi meditativo, che cadenza il film riflette l'affetto e la tenerezza con la quale la regista si relazione con sua madre ormai anziana. Akerman prende tutto il tempo di cui ha bisogno per dirle addio, si concede il lusso della contemplazione al di là di qualsiasi imposizione filmica. Un lusso che si è meritata. Un film sublime che parla di relazioni non solo fra noi e i nostri cari ma anche fra noi e le immagini che ci attorniano sorta di istantanee che cristallizzano un presente di cui siamo già nostalgici.

No Home Movie è venduto all'internazionale da Doc & Film international.

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