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SARAJEVO 2015 Concorso documentari

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One Day in Sarajevo: punti di vista diversi su un evento storico

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- Jasmila Žbanić consegna un collage girato da varie persone sul 100° anniversario dell'assassinio di Francesco Ferdinando a Sarajevo

One Day in Sarajevo: punti di vista diversi su un evento storico

Il nome cinematografico che più si distingue in Bosnia-Erzegovina dopo Danis Tanović, l'autrice-regista Jasmila Žbanić ha vinto l'Orso d'Oro con Il Segreto di Esma [+leggi anche:
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, nel 2006, seguito da Il Sentiero [+leggi anche:
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, For Those Who Can Tell No Tales [+leggi anche:
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e Love Island [+leggi anche:
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, dello scorso anno. Torna al documentario con One Day in Sarajevo [+leggi anche:
intervista: Jasmila Žbanić
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, che ha avuto la sua prima mondiale nella competizione documentari del Sarajevo Film Festival

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Il 28 giugno 2014, per il 100° anniversario dell'assassinio di Francesco Ferdinando, erede al trono dell'Impero austro-ungarico, che ha scatenato la Prima Guerra Mondiale, si è tenuta una celebrazione a Sarajevo. L'assassinio è ancora oggetto di molte polemiche nei Balcani e in Europa, con opinioni che vanno dal celebrare l'assassino, Gavrilo Princip, come un eroe a quelle che lo vedono come un terrorista. La Žbanić ha deciso di mettere insieme i vari punti di vista invitando cittadini di Sarajevo, artisti, giornalisti, attivisti politici e amici personali a filmare le loro versioni ed esperienze di quel giorno con piccole telecamere e smartphone.

Il risultato, di 60 minuti, è coinvolgente, stimolante e anche illuminante. Comprende filmati di persone che visitano la tomba di Princip presso una chiesa ortodossa, e la protesta di alcuni attivisti di fronte al Municipio di Sarajevo, dove i funzionari europei erano riuniti per ascoltare un concerto della Filarmonica di Vienna, trasmesso su uno schermo gigante all'esterno - è particolarmente significativo e amaramente divertente vedere i bosniaci alzarsi in piedi per "Deutschland über Alles" (il che spiega perfettamente la protesta degli attivisti contro il neocolonialismo e la spesa di €2 milioni del governo per l'evento). Un'altra inclusione è quella dell'artista concettuale locale Damir Nikšić, che ha girato la sua performance con un cellulare e un bastone per selfie: armato di una pistola ad acqua, imita l'assassinio spruzzando acqua ai parabrezza delle auto che passano nel punto in cui l'omicidio storico ha avuto luogo, e poi pulendo i vetri, chiedendo soldi agli automobilisti.

Oltre ai filmati di persone che lodano Princip o che lo condannano come un terrorista (tra cui due sacerdoti cattolici che suggeriscono che, al fine di portare la pace, seguire la Chiesa Cattolica è sempre una buona idea), il film è intervallato da frammenti di vita quotidiana, come un matrimonio serbo e un immigrato originario di Sarajevo che porta i suoi bambini nati in Canada a vedere dov'è cresciuto.

La Žbanić utilizza anche il girato di tre lungometraggi (due jugoslavi e uno austriaco) come contrappunto agli eventi di oggi, ripetendo la sequenza dell'assassinio di ogni film tre volte per sottolineare i diversi punti di vista e i vari dettagli che vengono scoperti attraverso la ripetizione. 

One Day in Sarajevo è una produzione Deblokada, che ha sede a Sarajevo, NK Projects e Ziva Produkcija, croata.

(Tradotto dall'inglese)

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