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VENEZIA 2015 Giornate degli Autori

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Viva la sposa: un bar, tante storie

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- VENEZIA 2015: Cinque anni dopo La pecora nera, Ascanio Celestini torna a Venezia con un film corale ambientato nella periferia romana, con Alba Rohrwacher e Salvatore Striano, coprodotto dai Dardenne

Viva la sposa: un bar, tante storie
Ascanio Celestini e Alba Rohrwacher in Viva la sposa

Un bar di periferia, un’umanità ai margini, un quartiere che pare invisibile, e invece esiste e pullula di storie. E’ nel perimetro di quattro strade del rione romano del Quadraro, vicino Cinecittà, che si svolge Viva la sposa [+leggi anche:
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intervista: Ascanio Celestini
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, opera seconda del regista, attore e autore teatrale Ascanio Celestini in selezione ufficiale alle Giornate degli Autori della 72ma Mostra di Venezia. Di ritorno al Lido cinque anni dopo La pecora nera [+leggi anche:
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(era in concorso), Celestini mette insieme una compagnia di giro i cui protagonisti sono ispirati ai tanti racconti ascoltati e alle persone osservate dal vero in un chiosco sulla via Tuscolana, alla riscoperta di “un’umanità di borgata che pensavo non ci fosse più”, spiega il regista, “ma che bisogna invece recuperare e trovare il tempo di raccontare”.  

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I personaggi ruotano tutti attorno a un bar, ma non sempre si incrociano. Il filo che li lega è Nicola (Celestini), un teatrante che anima le feste per bambini, beve troppa sambuca (ma dice sempre che è l’ultima) e si prende cura di Salvatore (il piccolo Francesco De Miranda), figlio di una prostituta, Anna (Veronica Cruciani), ma forse anche figlio suo. Un giorno si imbatte in Sasà (Salvatore Striano), che campa truffando le assicurazioni e addestra Nicola a fare lo stesso. E sfiora l’amore con Sofia (Alba Rohrwacher), che dice di voler scappare in Spagna con un’amica e poi la ritrovi sempre nel quartiere. Il regista guarda a queste persone con tenerezza e umorismo. “E’ un’umanità che va lenta, c’è gente che staziona al bar per ore, in un’area in cui la città sembra finire e invece ricomincia”, osserva Celestini. Sullo sfondo, una sposa americana che percorre l’Italia e fa sognare tutti.

Nel suo peregrinare tra derelitti, prostitute e barboni, sempre con un bicchiere o una bottiglia in mano, ogni tanto Nicola si concede qualche assolo, che sia un racconto, una barzelletta o una filastrocca, ricordando allo spettatore le eccezionali doti di narratore di Celestini, così come i burattini che spuntano qua e là sembrano rimandare alla natura di questo apprezzato autore e interprete teatrale prestato al cinema. Il regista, inoltre, non rinuncia al suo impegno civile e tocca un nervo scoperto in una scena, molto cruda, in cui il personaggio di Sasà viene massacrato di botte dalle forze dell’ordine. Il sindacato della polizia italiana Coisp ha già pesantemente attaccato il film di Celestini. E mentre è ancora in corso il processo per stabilire le vere cause della morte di Giuseppe Uva, picchiato a sangue in una caserma dei carabinieri una notte di sette anni fa, le polemiche sembrano essere solo all’inizio.

Viva la sposa è una coproduzione italo-franco-belga, prodotta da Malìa, Æternam Films e Les Film du Fleuve dei fratelli Dardenne con Rai Cinema, con il contributo del Mibact e del CNC. Le vendite internazionali sono di Fandango. A distribuirlo in Italia sarà Parthénos.

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