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VENEZIA 2015 Settimana della Critica

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Madrepatria: la comunità tradizionale e l'individuo moderno faccia a faccia

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- VENEZIA 2015: Senem Tüzen punta al Leone del Futuro con questa co-produzione tra Turchia e Grecia ambientata in un villaggio nel profondo dell'Anatolia, in cui si confrontano una figlia e sua madre

Madrepatria: la comunità tradizionale e l'individuo moderno faccia a faccia
Esra Bezen Bilgin in Madrepatria

La turca Senem Tüzen dà una nuova svolta alla questione delle relazioni madre-figlio nel suo primo lungometraggio, Madrepatria [+leggi anche:
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, presentato nell'ambito della Settimana della Critica del 72° Festival di Venezia.

Nesrin è un giovane donna di città divorziata che decide di tornare al villaggio di sua nonna, nel profondo dell'Anatolia, per finire un romanzo che sta scrivendo. Un giorno, sua madre, Halise, si presenta inaspettatamente senza alcuna intenzione di voler lasciare sola la figlia, cosa che blocca completamente la sua ispirazione letteraria e trasforma l'intero paesino in una prigione per Nesrin.

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La scrittrice e regista dà prova di un grande polso narrativo per raccontando questa storia che, sebbene non molto innovativa, combina in modo convincente i suoi elementi scalando poco a poco il pendio della tensione. All'assenza di luce artificiale e di colori vivi durante il film si aggiunge la scelta di scenari stretti o chiusi, la reiterazione delle porte e diversi limiti negli spazi, nonché la vicinanza di una camera che spesso non lascia respirare Nesrin, la quale a volte sembra un leone in gabbia e altre si arrende, quasi per ricatto affettivo, alla comprensione, accettazione e compassione verso sua madre. La connessione tra Ezra Bezen Bilgin e Nihal Kodas è efficace e offre momenti di grande potenza come la scena del pianto incontrollabile di Halise.

Si crea, così, una dinamica di convivenza impossibile tra i due personaggi che, pur conservando tracce di affetto e amore, incarnano due linee di fuga opposte, che forse rappresentano un problema particolarmente delicato della Turchia attuale, a cavallo tra due mondi e due epoche. Da una parte, la madre si muove come un pesce nell'acqua dell'ambiente comunitario e profondamente religioso del villaggio, si intende con le vicine e ricorre ai rituali e alla tradizione per risolvere i problemi. Dall'altra, la figlia si sente affogare in quest'ambiente, lotta per autoaffermarsi non solo attraverso il suo sogno di diventare scrittrice, e trova l'amicizia proprio nella peccatrice emarginata e disprezzata dalla gente del posto e vede nella fuga l'unico modo per risolvere il conflitti. Tuttavia, è impossibile sfuggire al confronto inevitabile tra modernità e comunitarismo. Dove andare?

Madrepatria è una co-produzione tra la turca Zela Film e la greca 2/35.

(Tradotto dallo spagnolo)

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