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VENEZIA 2015 Settimana della Critica

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Light Years: una costellazione familiare afflitta dalla malattia mentale

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- VENEZIA 2015: Esther May Campbell affronta il tema delicato della malattia mentale con un pizzico di humour inglese nel suo nuovo film, con protagonista la cantante Beth Orton

Light Years: una costellazione familiare afflitta dalla malattia mentale

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, proiettato durante la Settimana della Critica alla Mostra del Cinema di Venezia, la regista britannica Esther May Campbell affronta il tema di una malattia mentale che affligge un'intera famiglia. Rose (Zamira Fuller) è la più giovane di tre fratelli, e il film si apre con la sua voce narrante che presenta poeticamente i suoi familiari. Sarà lei a partire in cerca della madre (interpretata dalla cantante Beth Orton), che vive in una casa di cura, a causa delle sue condizioni di salute. Nell'arco di un giorno, ciascuno dei membri della famiglia si mette in viaggio per cercare Rose e per riunire la famiglia. 

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Il film raggiunge il suo obiettivo: raccontare un'altra storia di una malattia incurabile, non dal punto di vista dei pazienti, ma piuttosto attraverso gli occhi delle persone più vicine a loro. Il titolo Light Years, come spiegato in una scena del film, si riferisce alla natura, all'evoluzione delle cose, e alle costellazioni - soprattutto a quelle delle stelle, molto simili alla struttura di una famiglia. Nel corso del film, si pone la domanda: come fanno le cose, come la malattia mentale, a evolversi? 

Al centro della storia si trova anche la preoccupazione di ereditare questa malattia, quando i figli affrontano la paura di subire la stessa sorte della madre. Quest'ansia si ripresenta più volte attraverso il gioco dei bambini di imitarsi a vicenda. All'inizio della storia, vediamo Rose e il fratello Ewan (James Stuckey) impegnati in una sorta di gioco dello specchio, in cui il bambino chiede alla sorellina di imitarlo. Si siedono uno di fronte all'altro e spostano due bicchieri. Ewan beve un sorso d'acqua, aspetta, e quando poi risputa il liquido nel suo bicchiere, Rose perde irrimediabilmente, avendo già inghiottito l'acqua. Scene come queste, con una spolverata di humour britannico, alleviano continuamente il peso del problema che la famiglia deve affrontare. E il pubblico coglie infine la gravità del gioco dei mimi quando apprendiamo che i primi segni della malattia della madre erano inizialmente emersi durante uno di questi giochi.

Ogni membro della famiglia gestisce la propria paura intrinseca in modo diverso: il padre, Dee (Muhammet Uzuner), sceglie di scomparire a suo piacimento; la sorella maggiore, Ramona (Sophie Burton), si abbandona al suo fidanzato immaginario; e il fratello, Ewan, sembra non lasciare quasi mai la casa, schiacciato dalla paura di un uomo che sembra seguirlo. 

Le immagini della fotografa autodidatta e regista Campbell restano a tratti misteriose e da incubo, mentre i protagonisti vagano attraverso paesaggi di strade, boschi e campi - che rappresentano anche un "paesaggio emozionale", secondo la regista. 

Light Years è stato selezionato dall'agente di vendite internazionali The Match Factory.

(Tradotto dall'inglese)

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